Gide: Paludi - I nutrimenti terrestri
Pubblicato il 14 Settembre 2023
André Gide.
Scrittore tra i più rappresentativi e influenti del Novecento, André Gide è stato il maestro di due generazioni, quella che si espresse nel movimento surrealista e quella "esistenzialista", e ha lasciato un segno profondo nella cultura e nel costume contemporanei.
La rivolta contro la morale puritana e borghese, l'evasione e il ritorno, il fascino dell'altrove, l'aspirazione alla sincerità, il conflitto tra il demoniaco immoralista e il mistico spiritualista, sono alcuni dei nuclei tematici "forti" della sua opera.
Nella strenua esplorazione degli spazi segreti dell'io, nel suo lavoro di autoanalisi, nel suo sforzo di far coesistere etica e istinti, Gide è riuscito a illuminare ampie zone della natura umana.
I nutrimenti terrestri.
L'opera si presenta come una "suite" di momenti lirici intrecciati a recitazioni, riflessioni e sogni. tutta l'azione di questo vero e proprio saggio ruota attorno al discorso che il narratore indirizza al giovane Nathanael raccontandogli le proprie esperienze e anche degli aneddoti ispirati alle lezioni del proprio maestro Ménalque. Questo saggio può essere considerato a tutti gli effetti un manuale di edonismo. È importante ricordare che Ménalque ha i tratti caratteristici dell'irlandese Oscar Wilde.
Dal risvolto Garzanti:
Introduzione di Lanfranco Binni.
Traduzioni di Franco Cordelli e Elina Klersy Imberciadori.
Gide scrive Paludi sul finire del 1894, dopo la grande avventura africana, il viaggio nel Maghreb compiuto tra l’ottobre 1893 e il giugno 1894 nel corso del quale ha scoperto una vitalità sconosciuta. È un raffinato diario intimo in cui confessa il proprio mal di vivere, il rifiuto di una letteratura separata dalla vita, l’insofferenza per gli stanchi rituali della «palude» letteraria parigina, stagnante e avvelenata dalla noia.
Se Paludi segna la rottura, il regolamento di conti con un modo di vivere da cui lo scrittore è ormai deciso a prendere le distanze, I nutrimenti terrestri (1897) è un manuale di evasione e di liberazione in cui, sulle orme di Nietzsche, diviene esplicito il bisogno di affrancare il desiderio dalle remore del conformismo.
Dedicato a Natanaele, un adolescente ancora prigioniero di vecchi schemi culturali e sociali, affinché apprenda ad amare l’esistenza senza pregiudizi, senza ansia di possesso, seguendo consapevolmente una propria morale, è il manifesto del definitivo superamento dell’educazione puritana, in nome di una vita da vivere con gioia, fervore, attesa abbandonandosi pienamente alla felicità degli istinti.
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