La Parigi di Simenon e Maigret, del Cinema, dei Bistrot, delle Canzoni, della Malavita.

Whisky Bar a Parigi il Fantasma di Hemingway

Whisky Bar a Parigi il Fantasma di Hemingway.

Un fantasma si aggira per le vie di Parigi. Uno solo direte voi? Certo che no. Ma è quello di Hemingway in particolare che vogliamo ritrovare. Dove cercarlo? Negli storici Whisky bar di Parigi naturalmente.

L'ingresso all'Harry's New York Bar di Parigi.
L'ingresso all'Harry's New York Bar di Parigi.

Il famoso distillato scozzese, naturalizzato americano, ha avuto un suo ruolo nella storia recente della Ville Lumière. Lo scrittore americano Ernest Hemingway è sicuramente quello che più di tutti ha legato il suo nome, contemporaneamente, alla città di Parigi e a quelle mecche del bere anglosassone che sono stati e ancora rimangono i mitici Whisky bar parigini.

Whisky a Parigi si dice Harry's New York Bar.

L'Harry's New York Bar di Parigi non è soltanto un luogo dove recarsi per gustare ottimi whisky: è un’autentica leggenda parigina!

Leggendaria la sua storia a partire dal suo fondatore: James Forman detto “Tod Sloan”, fantino statunitense fra i più grandi di tutti i tempi.

Lasciate le piste degli ippodromi, dopo aver vinto di tutto e di più, e dopo alcune esperienze nel cinema e nella Rivista, Tod Sloan si trovò per caso a Parigi nel 1911 e qui decise di rilevare un piccolo bistrot in rue Daunou numero 5.

Suo socio nell’impresa un newyorkese di nome Clancy, che possedeva un bar a Manhattan. Tutto l’arredamento del locale americano venne smantellato, trasportato a Parigi e reinstallato. Nacque così nella capitale francese il New York Bar.

Dietro il bancone un bartender d’eccezione: lo scozzese Hanry MacElhone, destinato a diventare un’autentica leggenda nel mondo dei barman. Il locale ebbe presto un buon successo, destinato ad aumentare con l’arrivo dei soldati americani durante la Prima Guerra Mondiale.

Dopo la guerra arrivarono a Parigi gli artisti americani come Ernest Hemingway, Francis Scott Fitzgerald, Siclair Lewis, ma anche sportivi come Bill Tilden e Jack Dempsey. Il successo del New York Bar sembra destinato solo a crescere.

Ma il piccolo Tod Sloan era probabilmente più bravo con i cavalli che non negli affari e trovandosi in difficoltà economiche decise di vendere il bar e rientrare negli Stati Uniti. Così, nel 1923, al fantino americano subentra il bartender scozzese Hanry MacElhone, dalla professionalità sicura e dalla vita molto meno dispendiosa. Il nome del locale si trasforma così in quello attuale Harry’s New York Bar.

Come ho già ricordato Harry MacElhone non è solo un grande barman: è probabilmente il Barman per eccellenza.

Alcuni dei cocktail più famosi al mondo sono nati dalla sua fantasia e dal suo mixer: Bloody Mary, Sidecar, Monkey Gland, White Lady e la prima versione (nel 1915) del French 75 (ispirato alla potenza di fuoco del cannone omonimo).

MacElhone ha raccolto in un libro tanta della sua esperienza. Un libro che non può mancare nella libreria di un vero bartender: Harry's ABC of Mixing Cocktails.

Dal 2011 sono i discendenti di questo formidabile bartender scozzese a continuare la storia e la leggenda del Harry’s New York Bar. Puoi trovare veri professionisti del cocktail, molta scelta di birra e almeno 300 qualità di whisky.

Alcuni cocktail come l’Harry’s Pick Me Up (grand marnier, cognac, champagne e succo d’arancia) o il Blue Lagoon (vodka, curaçao blu e succo di pompelmo) valgono il prezzo e la visita.

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