La Parigi di Simenon e Maigret, del Cinema, dei Bistrot, delle Canzoni, della Malavita.
Gli Altri è un romanzo psicologico di Georges Simenon, scritto dall'11 al 17 novembre 1961 e pubblicato nel 1962 da Presses de la Cité. Fa parte della serie dei "romanzi duri" dello scrittore belga.
Scritto da Georges Simenon a Échandens, Svizzera, nell'autunno del 1961. Pubblicato in pre-originale sul mensile "La Revue de Paris" da maggio a luglio del 1962 e successivamente per i tipi di Presses de la Cité, nello stesso anno, il romanzo racconta una saga familiare in cui i drammi sono vissuti sullo sfondo.
Il racconto del protagonista, Blaise, scritto in prima persona, copre i giorni dal 5 al 9 novembre, corrispondenti al periodo compreso tra la morte dello zio, Antoine Huet, e l'apertura del suo testamento. Un capitolo finale, datato 21 marzo dell'anno successivo, fa il punto della situazione: le cose hanno preso, o meglio, ripreso, il loro posto.
Mai pubblicato in precedenza in Italia, questo romanzo di Georges Simenon è apparso finalmente nel 2023, per i tipi di Adelphi edizioni, che dai primi anni '90 pubblica le opere dello scrittore belga, nella traduzione di Laura Fausin Guarino.
«Lo zio Antoine è morto martedì, vigilia di Ognissanti, probabilmente intorno alle undici di sera. Quella stessa notte Colette ha tentato di buttarsi dalla finestra». Ha un incipit brusco e drammatico questo romanzo (scritto, caso più unico che raro nella vasta produzione di Simenon, in forma di diario), che ci immerge nell’atmosfera soffocante di una città di provincia – universo angusto e abitudinario, con le sue rigide gerarchie sociali, i suoi riti immutabili e, soprattutto, il peso schiacciante dello sguardo altrui sul destino degli individui. Attraverso il racconto dell’autore del diario, «un mediocre soddisfatto», e tuttavia capace di una visione lucida e disincantata della realtà, Simenon amplia l’orizzonte narrativo e mette in scena, come lui solo sa fare, la rappresentazione tragicomica della famiglia Huet, dilaniata da conflitti latenti e malcelati rancori, da rivalità e tradimenti. In attesa delle esequie dello zio, e soprattutto dell’apertura del testamento, verranno alla luce fragilità e solitudini, ambizioni e frustrazioni, meschinità e bassezze – ma anche, per una volta, virtù morali, e perfino eroismi.
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