La Parigi di Simenon e Maigret, del Cinema, dei Bistrot, delle Canzoni, della Malavita.
Il morto di Maigret, titolo originale francese Maigret et son mort, è un romanzo poliziesco di Georges Simenon con protagonista il commissario Maigret.
È il ventinovesimo romanzo dedicato al celebre commissario.
Il romanzo è stato scritto a Tucson, Arizona (USA) dall'8 al 17 dicembre 1947 e pubblicato per la prima volta nel maggio dell'anno successivo, presso l'editore Presses de la Cité.
In Italia il romanzo è apparso per la prima volta nel 1954, tradotto da Ester Quercioli e pubblicato da Mondadori nella collana "Il girasole. Biblioteca economica Mondadori".
Sempre per lo stesso editore è stato ripubblicato in altre collane o raccolte tra gli anni sessanta e novanta (dal 1990 nella traduzione di Lea Grevi). Nel 1967 Mondadori nella collana le inchieste del Commissario Maigret, lo pubblica con il titolo "Ben tornato, Maigret" tradotto sempre da Ester Quercioli.
Nel 2000 il romanzo è stato pubblicato rispettando il titolo originale, come Il morto di Maigret, tradotto da Ida Sassi, presso Adelphi nella collana dedicata al commissario (parte de "gli Adelphi", al nº 179).
Che ci fa Maigret dietro il bancone di un bistrot di periferia? E perchè mai c'è un agente di polizia che serve ai tavoli? E' una lunga storia. Tutto è cominciato in una fulgida giornata di febbraio: uno sconosciuto ha chiamato Maigret dicendo di essere braccato e in pericolo di vita. Il solito burlone? Un esaltato? Ma lo sconosciuto ha continuato a chiamare, a invocare aiuto, tracciando con i suoi spostamenti una mappa dall'angoscia, un diagramma del terrore. E quella stessa notte il corpo dell'uomo, barbaramente accoltellato, è stato ritrovato in place de la Concorde. Da allora il commissario non ha più pace. Quel morto gli appartiene, è suo e ne vuole rintracciare la storia e vendicarne la morte, come fosse un amico.
Era ridicolo quel piede senza scarpa, lì sul marciapiede, accanto all’altro con la scarpa di capretto nero. Era nudo, intimo. Non pareva appartenere a un morto. Maigret si allontanò e andò a raccogliere la seconda scarpa, rimasta a sei o sette metri dal corpo.
Dopo non disse più niente. Aspettava fumando. Altri curiosi si avvicinarono al gruppo, commentando a voce bassa. Poi il furgone si fermò vicino al marciapiede e due uomini sollevarono il cadavere. Sotto, il suolo era pulito, senza tracce di sangue.
«Lei ha finito, Lequeux, aspetto il suo rapporto».
Fu allora che Maigret prese possesso del morto. Salì sul furgone accanto all’autista e piantò in asso tutti.
Si comportò così per tutta la notte, e per tutta la mattina seguente: si sarebbe detto che il corpo gli appartenesse, che quel morto fosse il suo morto.
Almeno tre sono stati gli adattamenti del romanzo per la televisione:
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