Tutti gli attori del Commissario Maigret: Da Jean Gabin a Bruno Cremer

Pubblicato il 16 Settembre 2024

Tanti Attori sono stati Maigret.

Negli ormai quasi cento anni dalla nascita del personaggio, sono stati ben trentacinque gli artisti che si sono cimentati nell'interpretazione del commissario Maigret. Tanti e di tante nazionalità differenti!
 

Il fortunato protagonista dei romanzi scritti da Georges Simenon tra il 1929 e il 1972 è stato, fin da subito, protagonista al cinema e, in seguito, in televisione, quando questa è diventata il mezzo di comunicazione di massa più diffuso nel mondo.

Simenon con quattro interpreti cinematografici e televisivi di Maigret: l'inglese Rupert Davies, il tedesco Heinz Rühmann, l'olandese Jan Teuling e l'italiano Gino Cervi.
Simenon con quattro interpreti cinematografici e televisivi di Maigret: l'inglese Rupert Davies, il tedesco Heinz Rühmann, l'olandese Jan Teuling e l'italiano Gino Cervi.

 

Quanti Attori hanno Interpretato Maigret?

Un personaggio letterario la cui fortuna editoriale è ben nota a tutti, ma anche un personaggio che ha fornito innumerevoli occasioni di interpretazione ad una vasta schiera di attori fin dalla sua nascita letteraria.

 

  1. Aikawa Kinya (Giappone TV 1978)
  2. Louis Arbessier (Francia TV 1960)
  3. Harry Baur  (Francia Cinema 1933)
  4. Herbert Berghof (Stati Uniti TV 1950)
  5. Romney Brent (Stati Uniti TV1952)
  6. Kees Brusse (Olanda TV 1964/70)
  7. Gino Cervi (Italia TV 1964/72 Cinema 1967)
  8. Bruno Kremer (Francia TV 1991/2005)
  9. Mikhail Danilov (Russia TV 1991)
  10. Davies Rupert (Inghilterra TV 1961/69)
  11. Armen Djigarkhanyan (Unione Sovietica Cinema 1987)
  12. Jean Gabin (Francia Cinema 1957/59/63)
  13. Michael Gambon (Inghilterra TV 1992/93)
  14. Richard Harris (Inghilterra Cinema 1988)
  15. Rudolf Hrusinsky (Repubblica Ceca 1970)
  16. Charles Laughton (Stati Uniti Cinema 1949)
  17. Radovan Lukavsky (Repubblica Ceca Cinema 1983)
  18. Maurice Manson (Francia Cinema 1955)
  19. Henri Norbert (Canada TV 1956/64)
  20. Albert Prejean (Francia Cinema 1943/44)
  21. Pierre Renoir (Francia Cinema 1932)
  22. Jean Richard (Francia TV 1967/92)
  23. Ruhmann Heinz (Germania Cinema 1966)
  24. Vladimir Samoilov (Russia Cinema 1992)
  25. Michel Simon (Francia Cinema 1952)
  26. Sydney Basil (Inghilterra TV 1959)
  27. Ljuba Tadic (Serbia Cinema 1963)
  28. Abel Tarride (Francia Cinema 1932)
  29. Boris Tenin (Unione Sovietica TV 1969)
  30. Jan Teulings (Olanda TV 1964/68)
  31. Luis Rooten (Stati Uniti TV 1952)
  32. Yuri Yevsyukov (Russia Cinema 1993)
  33. Sergio Castellitto (Italia TV 2004)
  34. Rowan Atkinson (Inghilterra TV 2016)
  35. Gérard Depardieu (Francia Cinema 2022)

Un lungo elenco e non c'è da stupirsi!

 

Maigret conquista prima il Cinema e poi la Televisione

Si può ben dire che i mezzi di comunicazione e spettacolo emergenti nel XX° secolo, il Cinema prima e la Televisione in seguito, si sono subito impossessate del "personaggio" Maigret, riproponendolo al pubblico in molteplici versioni e adattamenti.

Anche il teatro e la Radio non hanno mancato di riservare a Maigret una certa attenzione, anche se in modo decisamente minore rispetto agli altri due media.
Anche questo ha sicuramente contribuito alla fortuna dell'autore e del suo commissario.

Il primo film con Maigret ad inchiostro ancora caldo

Nel 1931, per le edizioni Fayard, sono dati alle stampe, uno dopo l'altro, i primi undici romanzi che vedono Maigret come protagonista (saranno 19 in totale i Maigret editi per Fayard) .

abel tarride
Abel Tarride.


Già nel 1932, appena dopo la nascita del personaggio letterario, vedono la luce ben tre produzioni cinematografiche tratte da romanzi con Maigret protagonista.

Pierre Renoir
Pierre Renoir.


Il film del regista Jean Tarride, Le chien jaune, interpretato da Abel Tarride nel ruolo di Maigret, il film La nuit du carrefour, con la regia di Jean Renoir, con Pierre Renoir, e la pellicola La tête d'un homme regia di Julien Duvivier interpretato da Harry Baur.

Harry Baur
Harry Baur.


 

La serie di produzioni cinematografiche continua fino al 2022, annoverando una considerevole mole di titoli, un po' in tutto il mondo, ed inanellando interpretazioni, anche diversissime e non sempre in linea con l'immagine del commissario che Simenon ha delineato nei suoi romanzi.

Charles Laughton
Charles Laughton.

Per citare solo quelle più "estreme", direi che basti ricordare il fin troppo massiccio Charles Laughton di The Man on the Eiffel Tower, film americano del 1949, o, all'opposto, il troppo bello ed elegante Maigret stile "telefoni bianchi", offerto dall'interpretazione di Albert Prejean nelle tre pellicole del '42/'44 ( Picpus, diretto da  Richard Pottier, Cécile est morte, per la regia di Maurice Tourneur e  Les Caves du Majestic di Richard Pottier).

Albert Prejean
Albert Prejean.

 

Gino Cervi: il più amato dagli italiani

Tra il 1964 e il 1972, la RAI portò sul piccolo schermo Le inchieste del commissario Maigret, e per il pubblico italiano il celebre investigatore del Quai des Orfèvres acquistò per sempre un volto ben preciso: quello di Gino Cervi. Con la regia di Mario Landi, lo sceneggiato fu un fenomeno di costume di proporzioni gigantesche, capace di paralizzare l'Italia ed entrare nella memoria collettiva della televisione.

Cervi riuscì a infondere al personaggio un'umanità profonda e bonaria, perfettamente bilanciata da una straordinaria lucidità investigativa. Il suo Maigret — con l'immancabile pipa tra i denti, il cappotto pesante e quell'incedere calmo ma imponente — incarnava alla perfezione il metodo simenoniano: una figura tranquilla che non punta il dito e non giudica, ma si immerge nell'ambiente della vittima e del colpevole per comprendere le fragilità umane che hanno generato il delitto.

A rendere leggendaria l'adattamento italiano fu anche la straordinaria intesa con Andreina Pagnani, un'impeccabile Signora Maigret. Le loro scene domestiche nell'appartamento di Boulevard Richard-Lenoir restituivano sullo schermo tutta la calore, la complicità e la quiete familiare che Simenon aveva descritto nelle sue pagine.

Il successo fu tale che nel 1966 Gino Cervi portò il personaggio, seppur con risultati meno eclatanti, anche sul grande schermo con il film Maigret a Pigalle. Ma il suggello definitivo alla sua interpretazione arrivò dallo stesso Georges Simenon: lo scrittore belga dichiarò pubblicamente di considerare Cervi uno dei migliori Maigret in assoluto, stupito di come un attore italiano fosse riuscito a cogliere con tanta precisione l'essenza, la psicologia e la malinconia del suo commissario parigino.

 

Gino Cervi.

Gino Cervi.

Jean Gabin: Il Maigret cinematografico per eccellenza

Se per il pubblico televisivo il volto di Maigret è legato al piccolo schermo, al cinema il punto di riferimento assoluto rimane Jean Gabin. Tra il 1958 e il 1963, la leggenda del cinema francese indossò il pesante cappotto del commissario in tre celebri pellicole, regalando al personaggio una statura iconica e senza tempo.

Gabin portò al Quai des Orfèvres tutta la sua straordinaria presenza scenica, una ruvida autorevolezza e quella forza tranquilla che si sposava alla perfezione con le descrizioni fisiche e psicologiche dei romanzi di Simenon. La sua trilogia sul grande schermo comprende tre capolavori del genere polar:

Il commissario Maigret (Maigret tend un piège, 1958): diretto da Jean Delannoy, è un teso noir d'atmosfera ambientato tra le strade notturne di Montmartre, dove il commissario organizza una trappola psicologica per catturare un assassino seriale.

Maigret e il caso Saint-Fiacre (Maigret et l'affaire Saint-Fiacre, 1959): ancora diretto da Delannoy, un capitolo intimo e malinconico che riporta Maigret nei luoghi della sua infanzia, alle prese con i fantasmi del passato e con la decadenza della nobiltà di provincia.

Maigret a Parigi (Maigret voit rouge, 1963): diretto da Gilles Grangier, un adattamento dai toni più ritmati e polizieschi, a contatto con la malavita americana trapiantata nella capitale francese.

La grandezza di Gabin risiedeva nella sua capacità di dominare la scena con gesti minimi: la lentezza pesante del passo, il modo di accendere la pipa o uno sguardo fisso e penetrante capace di mettere a nudo l'interlocutore. Lo stesso Georges Simenon ammise che, vedendo Gabin sullo schermo, non vedeva più l'attore ma riconosceva esattamente il "suo" commissario. Per gli amanti della Parigi d'epoca e del grande cinema francese degli anni '50 e '60, l'interpretazione di Jean Gabin rimane la pietra di paragone imprescindibile per qualsiasi adattamento di Maigret.

Jean Gabin.

Jean Gabin.

Dopo il cinema anche la televisione vuole Maigret!

Successivamente anche radio e televisione, si sono affiancati alla settima arte nel rappresentare le avventure del celebre poliziotto francese con pipa, bombetta.

Jean Richard
Jean Richard.

Circa duecento le opere televisive, molte meno quelle radiofoniche, ma spesso molto interessanti.
Non sono mancate in oltre adattamenti teatrali e, persino, fumetti grazie ad alcuni editori italiani, ma anche ad alcune iniziative non troppo remote di editori francesi.
Moltissimi sono stati, negli anni, gli attori che, in televisione, al cinema o alla radio, hanno dato voce e volto al personaggio del Commissario Maigret.
Cinema, Teatro, Televisione: vecchi e nuovi strumenti di comunicazione di massa. 

Bruno Cremer.

Bruno Cremer.

Bruno Cremer: Il Maigret definitivo della televisione

Per intere generazioni di spettatori e lettori, il volto del Commissario è indissolubilmente legato alla figura imponente e malinconica di Bruno Cremer. Tra il 1991 e il 2005, l'attore francese ha vestito i panni del celebre poliziotto del Quai des Orfèvres in ben 54 episodi televisivi, regalando un'interpretazione che molti critici ed estimatori considerano la più fedele in assoluto allo spirito originale dei romanzi di Georges Simenon.

Cremer non si è limitato a recitare il personaggio, ma lo ha letteralmente abitato. Con la sua stazza massiccia, lo sguardo penetrante e una recitazione fatta di lunghi silenzi, sguardi d'intesa e l'inseparabile pipa tra le dita, l'attore è riuscito a catturare la quintessenza della filosofia simenoniana: comprendere senza mai giudicare. Il suo Maigret non rincorre l'azione frenetica né l'esibizionismo investigativo; si muove con passo pesante ma discreto tra i bistrot di Parigi, le banchine della Senna e le piovose province francesi, assorbendo l'atmosfera dei luoghi fino a comprendere la natura profonda dell'animo umano.

Grazie anche alla cura filologica della produzione — attenta a ricostruire fedelmente la Parigi a cavallo tra gli anni '30 e '50 —, la serie con Cremer rimane ancora oggi il gold standard degli adattamenti del commissario, imprescindibile per chiunque voglia ritrovare sullo schermo la stessa densità psicologica e atmosferica della pagina scritta.

Maigret oggi: poco cinema, ma ancora in televisione

Oggi il Cinema segna il passo riguardo l'interesse alla figura del Commissario Maigret.
Forse il Polar moderno, da un lato, si nutre troppo di violenza ed effetti speciali che mal si adattano allo stile del commissario, mentre, da un altro lato, la figura dell'uomo centrato su se stesso e privo di interiori ambiguità e debolezze poco o nulla si adatta alla visione, un tantino destabilizzante, che oggi viene proposta per i protagonisti maschili delle avventure poliziesche.

Rowan Atkinson
Rowan Atkinson.


Il Cinema è una macchina dai costi spesso elevatissimi e la necessità di fare cassetto, unita a quella di compiacere il potere politico, sempre per ragioni di cassa, obbliga la Settima Arte ad allinearsi costantemente al pensiero unico imperante. Per questi motivi i personaggi fuori dal coro, fanno molta fatica a trovare spazio nel panorama produttivo contemporaneo.

Gerard Depardieu
Gerard Depardieu.


Se fosse possibile proporre un Maigret donna, come sembra vogliano fare con lo 007 di Ian Fleming, non mi stupirei di rivedere in circolazione pellicole dedicate al nostro commissario. A questo punto molto opportunamente promosso a "commissaria". Naturalmente vegetariana, senza pipa e con tacco dodici!


Speriamo che non ci pensi nessuno e che Maigret seguiti a vivere e farci sognare, almeno, dalle pagine, continuamente ristampate, dei suoi libri, anche in formato audio, e negli spettacoli teatrali che, di recente, sembrano aver riservato una rinnovata attenzione alle sue avventure.


Del resto, come immaginare pellicole che propongano al pubblico un eroe positivo che fuma la pipa, beve birra e calvados, non si droga, non tradisce la moglie e non è tradito da lei.
In questa contemporaneità dove le crociate salutiste si sprecano, la famiglia è malvista e, soprattutto, dove un certo stile di vita non ci si limita a consigliarlo, ma lo si vuole imporre a viva forza, non mi sembra possa esserci posto per il commissario Maigret.

 

Tutti i romanzi del Commissario Maigret

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Scritto da Fulvio Nolli

Con tag #Maigret e Dintorni

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