L'atelier cieco e l'ombra di Maigret: al 48 di Avenue René-Coty

Pubblicato il 30 Settembre 2026

Ci sono indirizzi parigini che racchiudono, dentro pochi metri quadrati di cemento e vetrate, cortocircuiti straordinari tra la storia dell'arte e la letteratura del Novecento. Se vi incamminate nel XIV arrondissement, risalendo dal Parc Montsouris lungo quella che oggi si chiama Avenue René-Coty (e che fino al 1964 era nota come Avenue du Parc-Montsouris), vi imbatterete al numero 48 in un palazzo-atelier dall'eleganza singolare e severa.

Un occhio disattento potrebbe considerarlo semplicemente un bel saggio di architettura modernista degli anni Venti. In realtà, quell'edificio è il punto d'incontro tra la tragica vicenda umana del pittore e architetto Jean-Julien Lemordant e una delle indagini più cupe e sofisticate di Georges Simenon: Maigret e il caso Nahour.

Chi era Jean-Julien Lemordant: il pittore che sfidò il buio

Per comprendere il fascino del numero 48 di Avenue René-Coty, bisogna fare un passo indietro fino al 1914. Jean-Julien Lemordant è uno dei giovani pittori più promettenti di Francia: bretone d'adozione, affascinato dai colori vivaci dei Fauves e autore dei celebri affreschi sul soffitto del Théâtre de Rennes. Poi scoppia la Prima Guerra Mondiale. Lemordant parte per il fronte e, nell'ottobre del 1914 durante la battaglia della Marna, viene ferito gravemente alla testa. Il verdetto dei medici è devastante: perderà completamente la vista.

Un artista privato degli occhi potrebbe arrendersi. Lemordant no. Nel corso degli anni Venticinque e Ventisei decide di farsi progettare e costruire una nuova casa-atelier a Parigi, proprio in quell'Avenue du Parc-Montsouris che sta diventando il rifugio dell'avanguardia architettonica della capitale.

L'architettura modernista del n. 48 di Avenue René-Coty

Insieme all'architetto Jean Launay, tra il 1927 e il 1929 Lemordant concepisce un hôtel particulier unico nel suo genere:

Una trappola per la luce: Nonostante fosse non vedente, Lemordant pretese una monumentale vetrata per l'atelier, quasi a voler offrire al mondo la luce che lui non poteva più osservare.

Modernismo e funzionalità: Un lotto stretto e scosceso risolto con strutture in cemento armato, ascensore interno, rete telefonica domestica e una distribuzione spaziale tesa ed essenziale.

Quell'edificio diventerà un simbolo di resilienza artistica, tanto da attirare nei decenni successivi altri maestri dell'architettura, tra cui il premio Pritzker Christian de Portzamparc, che vi stabilirà il proprio studio negli anni Settanta.

Georges Simenon e l'ambientazione di Maigret e il caso Nahour

Nel febbraio del 1966, Georges Simenon pubblica Maigret et l'affaire Nahour (Maigret e il caso Nahour). Il romanzo si apre in una Parigi gelida, paralizzata da una nevicata fitta che ovatta i rumori della città.

Il misterioso e ricco giocatore d'azzardo Félix Nahour viene trovato ucciso con tre colpi di pistola al petto. Dove si trova la scena del crimine? Proprio in un lussuoso e moderno hôtel particulier di Avenue du Parc-Montsouris.

Si fermarono davanti a una villa che aveva il piano terreno formato, in parte, da larghe vetrate. Doveva essere stata costruita tra il 1925 e il 1930, quando si era visto un buon numero di case, allora ultramoderne, spuntare in alcuni quartieri di Parigi, soprattutto ad Auteuil e Montparnasse.

Maigret e il Libanese - Oscar Mondadori 1999

Simenon, da infallibile geografo dell'anima parigina, sfrutta alla perfezione la duplice natura della strada. L'Avenue du Parc-Montsouris non è il tipico boulevard haussmanniano e neppure una via popolare della periferia: è una strada di contrasti, sobria ed enigmatica, dove le facciate moderne nascondono interni intimi e stravaganti, perfetti per custodire i segreti di una borghesia cosmopolita e ambiguamente legata al gioco d'azzardo.

L'architettura come psicologia nel romanzo simenoniano

Sebbene Simenon nei suoi romanzi tenda a sublimare i dettagli reali per creare un'atmosfera universale, la coincidenza topografica e stilistica tra il palazzo di Lemordant e la dimora della famiglia Nahour è evidente.

Entrando nell'abitazione del delitto, Maigret si ritrova immerso in un ambiente dalla modernità quasi ostile e fredda, un guscio d'architettura d'avanguardia che contrasta nettamente con la reticenza dei personaggi: la giovane moglie Lina, il medico libanese Fouad Ouéni e la figura sfuggente del collezionista.

Come spesso accade nelle indagini del commissario, la casa diventa il confessionale silenzioso dell'inchiesta. L'eleganza rigorosa dell'Avenue René-Coty fa da contraltare al disordine morale della vicenda.

Due case con un uguale Destino di Solitudine

La casa progettata e realizzata da Simenon ad Epalinges
La casa progettata e realizzata da Simenon ad Epalinges.

Anche il matrimonio dello scrittore con la seconda moglie Denyse Ouimet è decisamente in crisi e, come quello del libanese Nahour, si avvia ad una ben triste e sicuramente dolorosa conclusione.

La casa che lo scrittore belga ha progettato personalmente, nel 1963, e fatto realizzare, nel piccolo comune svizzero di Epalinges, non vedrà una famiglia felice sotto il suo tetto: lo l'ha mai vista.

Allo stesso modo il suo palazzo-atelier, Lemordant, non lo potrà mai utilizzare pienamente a causa della cecità.

Le due case non si assomigliano di certo, ma sono entrambe frutto di un'illusione.

La casa di Epalinges, Simenon, l'abbandona nel 1972. Rimarrà deserta e finirà demolita. Quella di Lemordant esiste ancora. Oggi appartiene ai figli della donna che l'ebbe in eredità dallo stesso Lamordant: Marguerite Naudet nata Caznavette, il grande amore dell'architetto, pittore ed eroe di guerra, fin dall'infanzia.

Itinerario sulle tracce di Simenon e Lemordant al Parc Montsouris

Se state pianificando una passeggiata nel XIV arrondissement per il vostro prossimo viaggio a Parigi, ecco un breve itinerario a piedi che unisce pittura, architettura e letteratura noir:

Partenza da Rue Nansouty: Passeggiate lungo il margine occidentale del Parc Montsouris per ammirare le varie case-atelier d'artista.

Sosta al n. 48 di Avenue René-Coty: Osservate la grande vetrata e la linea modernista della casa di Lemordant, immaginando il pittore mentre ne tracciava le proporzioni nell'oscurità.

Pausa simenoniana al parco: Rileggete le prime pagine de Il caso Nahour seduti su una panchina del Parc Montsouris, magari in una giornata grigia d'inverno, per ritrovare esattamente quella Parigi di luce e d'ombra che solo la grande letteratura sa conservare intatta.

Piccola Libreria del Blog

L'immagine della Maison Lemordant proviene dal sito: Le Blog de Séverin Naudet.

Il romanzo Maigret e il caso Nahour lo trovi anche su Amazon.

Georges Simenon. Una biografia

L'affaire Simenon. Tutto quello che dovreste sapere sul padre di Maigret e sulla sua opera sterminata.

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Scritto da Fulvio Nolli

Con tag #Maigret e Dintorni, #Arte, Pittura, Fotografia

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