Gino Severini a Montmartre: Il pennello italiano che accese la notte parigina
Pubblicato il 16 Settembre 2026
Nel novembre del 1906, un giovane pittore toscano appena ventitreenne scende dal treno alla Stazione di Parigi-Lione. Ha in tasca pochi franchi, una fame insaziabile di arte e un insegnamento fondamentale appreso a Roma sotto la guida di Giacomo Balla: studiare la luce e il colore. Quel giovane si chiama Gino Severini.
Mentre i suoi colleghi futuristi restano in Italia a cantare il mito della velocità, delle macchine e dell'industria pesante, Severini sceglie l'epicentro mondiale della pittura: la collina di Montmartre. È qui, tra i vicoli acciottolati e i mulini a vento della vecchia Parigi, che la sua arte prende una piega unica, trasformandolo nel principale ponte culturale tra l'avanguardia italiana e quella francese.
La Bohème della Butte: Tra il Lapin Agile e il Bateau-Lavoir
Al suo arrivo a Montmartre, Severini si immerge in una vita fatta di ristrettezze materiali ma di uno straordinario fervore intellettuale. I suoi passi lo portano quotidianamente nei luoghi simbolo della rivoluzione artistica del primo Novecento.
Il Lapin Agile: In questo iconico cabaret arroccato in rue des Saules, Severini stringe una profonda amicizia con Amedeo Modigliani, con il poeta Guillaume Apollinaire e con Max Jacob. Tra un bicchiere di assenzio e una canzone popolare, si discute di pittura, filosofia e nuova poesia.
Il Bateau-Lavoir: Frequentando la celebre "fucina" di Place Ravignan, Severini entra nel circolo intimo di Pablo Picasso e Georges Braque proprio negli anni cruciali in cui sta muovendo i primi passi il Cubismo.
A differenza di altri artisti italiani di passaggio, Severini si integra completamente nell'ambiente parigino. Assimila la scomposizione della luce tipica del Divisionismo di Seurat e la fonde con le strutture geometriche della scomposizione spaziale cubista.
Gino severini: La danse du Pan-Pan au Monico - Parigi, Centre Pompidou, National Museum of Modern Art.
Il "Futurista parigino": I café-chantant e il dinamismo della luce
Quando nel 1910 firma il Manifesto della pittura futurista insieme a Boccioni, Carrà, Russolo e Balla, Severini porta nel movimento un'anima del tutto originale. Per lui la velocità e la modernità non sono incarnate dai treni o dai motori, ma dal ritmo travolgente della vita notturna parigina.
I suoi soggetti prediletti diventano le ballerine, la folla nei locali, le luci a gas che frammentano lo spazio nei café-chantant come il Moulin Rouge o il Bal Tabarin.
Per Severini il ballo è la massima espressione della dinamica spaziale: la ballerina non è un corpo statico, ma un insieme di forme, colori, luci e suoni che si fondono nell'atmosfera del locale.
Il punto culminante di questo percorso è il monumentale dipinto del 1911, La danse du Pan-Pan au Monico: un'esplosione di ritmo e colore pensata per catapultare lo spettatore al centro di un celebre cabaret di Montmartre.
Febbraio 1912: La conquista futurista di Parigi
Fu proprio Severini a convincere Umberto Boccioni e Filippo Tommaso Marinetti che il Futurismo doveva misurarsi direttamente con la capitale francese per ottenere una consacrazione internazionale.
Nel febbraio del 1912 Severini cura e organizza la prima storica mostra dei Futuristi a Parigi presso la Galerie Bernheim-Jeune in rue La Boétie. L'esposizione fa scalpore, divide la critica e costringe gli artisti della scuola parigina a fare i conti con il dinamismo italiano.
Il legame di Severini con Parigi diventerà ancora più profondo nel 1913, quando sposa Jeanne Fort, figlia del "Principe dei poeti" Paul Fort. A testimoniare le nozze ci saranno due figure d'eccezione: Filippo Tommaso Marinetti e Guillaume Apollinaire.
Un’eredità tra due mondi
Gino Severini è stato molto più di un pittore futurista: è stato un diplomatico dell'arte, capace di unire il rigore strutturale del Cubismo con l'energia vibrante del Futurismo italiano. Attraverso i suoi occhi e i suoi pennelli, la Parigi della Belle Époque e dei primi del Novecento ha trovato una delle sue rappresentazioni più luminose, dinamiche e indimenticabili.
Purtroppo in Italia è poco noto. Ignorato dai Media di ogni genere, probabilmente, perché non arruolabile tra le schiere dei politicamente corretti ormai imperanti in ogni angolo dello scibile.
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L'immagine dell'opera, La danse du Pan-Pan au Monico, viene dal sito del Finestre sull'Arte.
Alcune opere di Gino Severini le puoi ammirare sul sito del Centre Pompidou.
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