La Parigi di Simenon e Maigret, del Cinema, dei Bistrot, delle Canzoni, della Malavita.
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La filosofia non è mera contemplazione, ma una pratica di smantellamento. In questo senso, l'opera di Gilles Deleuze (1925-1995) si erge come un imperativo speculativo teso a invalidare le categorie fondanti del pensiero occidentale. Il suo lavoro non mira a fornire risposte rassicuranti, ma ad aprire varchi e a rivelare la potenza caotica e creativa che giace al di sotto delle strutture dell'identità, della rappresentazione e della gerarchia.
Deleuze ci costringe a ripensare l'Essere non come un principio statico o unitario (come vuole la metafisica classica), bensì come Differenza in atto, come un flusso incessante che sfugge alla cattura concettuale. È una filosofia che dichiara guerra aperta a ogni tentativo di ricondurre la Molteplicità all'Uno e l'energia del Desiderio alla sua repressione. Accostarsi a Deleuze significa accettare un pensiero nomade, che rifiuta la stasi e la radice in favore della linea di fuga e del Rizoma.
Gilles Deleuze nacque a Parigi il 18 gennaio 1925. Il suo percorso fu caratterizzato da un rigore accademico ineccepibile e da una costante ricerca di libertà intellettuale al di fuori delle ortodossie dell'epoca.
La sua vita, dedicata con rigore quasi ascetico alla creazione concettuale, riflette la sua filosofia: un percorso di resistenza contro ogni forma di immobilismo.
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Deleuze elaborò il suo impianto filosofico attraverso la rilettura di pensatori cruciali, non in chiave esegetica, ma come vere e proprie riappropriazioni concettuali volte a far emergere le potenze minoritarie presenti:
Questi lavori non furono passi intermedi, ma l'incubazione del sistema che sarebbe esploso nella sua opera maggiore.
In Differenza e Ripetizione, Deleuze opera un rovesciamento della tradizione metafisica, affermando che la differenza non è derivata da un'identità preesistente, ma è la condizione prima e ontologica del reale. L'obiettivo è liberare il pensiero dal giogo della rappresentazione, che tende a ricondurre ogni singolarità all'identico.
L'ontologia deleuziana è la rigorosa elaborazione del concetto di essere in quanto differente, un pensiero dedicato all'affermare il molteplice.
La collaborazione con Félix Guattari sposta l'asse della critica all'ontologia politica.
In L'Anti-Edipo, la psicanalisi freudiana è criticata per aver ridotto il desiderio alla repressione familiare. Deleuze e Guattari affermano: Il Desiderio è Produzione.
Il desiderio è una forza produttiva e oggettiva, una "macchina desiderante" che si connette e disconnette costantemente. Il Capitalismo è analizzato come il sistema che eccelle nel decodificare i flussi, per poi reterritorializzarli in modi specifici (Stato, famiglia, merce), imprigionando il desiderio. L'obiettivo è la schizoanalisi, ovvero la liberazione dei flussi produttivi.
In Mille Piani, il Rizoma è introdotto come modello di organizzazione concettuale radicalmente non gerarchico, acentrico e orizzontale, opposto alla struttura arborescente.
I principi fondamentali del Rizoma sono:
Il Corpo Senza Organi (CSO) è un concetto ontologico e intensivo che descrive la superficie o il piano di immanenza su cui i flussi di energia e desiderio scorrono liberamente.
Il CSO è il rifiuto radicale dell'organismo, inteso come l'organizzazione gerarchica e funzionale imposta al corpo e alla psiche dal potere.
Il CSO è la superficie in cui il Rizoma si installa. La tensione tra la stratificazione (l'organismo imposto) e la superficie liscia (il CSO) è la vera posta in gioco della liberazione.
L'eredità filosofica di Gilles Deleuze non è un sistema da assimilare passivamente, ma un arsenale concettuale per l'azione e la critica. Il suo lascito è un appello costante alla creazione e alla sperimentazione. Attraverso concetti come la Differenza ontologica, l'organizzazione laterale del Rizoma e la superficie dinamica del Corpo Senza Organi, Deleuze ha fornito gli strumenti per disarticolare il modo in cui il potere stratifica la realtà.
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Il rigore della sua analisi si traduce in un imperativo etico ineludibile: quello di liberare i flussi, di tracciare nuove linee di fuga e di affermare la vita come processo incessante di differenziazione. Pensare con Deleuze significa rifiutare la tirannia dell'identico e del riconoscibile, abbracciando invece la potenza caotica ma fertile del virtuale. La sua filosofia rimane una delle più efficaci e implacabili forze di demistificazione del pensiero contemporaneo.
Un testo interessante per approfondire l'argomento, realizzato da un filosofo italiano di grande acume: Rocco Ronchi. Il testo proviene dal blog Doppiozero.
Per conoscere meglio il pensiero di Rocco Ronchi:
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Un filosofo classico. Gilles Deleuze a vent'anni dalla morte
ll 4 novembre 1995 moriva a Parigi il filosofo francese Gilles Deleuze. Doppiozero lo ricorda, a vent'anni dalla morte, con una serie di scritti suoi e su di lui.
https://www.doppiozero.com/un-filosofo-classico-gilles-deleuze-ventanni-dalla-morte
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