Tre librerie storiche a Parigi: dove la letteratura ha fatto la storia

Pubblicato il 24 Giugno 2026

Shakespeare and Company, l'iconica libreria parigina, con la sua vetrina spalancata al 37 di rue de la Bûcherie.
Shakespeare and Company, l'iconica libreria parigina, con la sua vetrina spalancata al 37 di rue de la Bûcherie.

Parigi non è solo una città che fa da sfondo ai libri; è una città fatta di libri. Nel corso del XX secolo, i bouquinistes lungo la Senna e le botteghe del Quartiere Latino non sono stati semplici negozi, ma veri e propri portali culturali.

Dietro le loro vetrine di legno si sono rifugiati scrittori esiliati, sono nate avanguardie e sono stati pubblicati capolavori censurati nel resto del mondo. Se amate la letteratura, un viaggio a Parigi non può dirsi completo senza un pellegrinaggio nei suoi santuari di carta.

Le Librerie di Parigi hanno segnato il Novecento

Nel secolo scorso, le librerie parigine fungevano da fulcro per il dibattito intellettuale europeo. Erano luoghi in cui la censura veniva sfidata, il pensiero critico veniva coltivato e gli espatriati della cosiddetta "Generazione Perduta" trovavano un senso di comunità. La loro importanza trascende la vendita di volumi: sono luoghi di memoria storica e di incontro per la letteratura moderna.
 

Shakespeare and Company: la libreria di Hemingway e della Generazione Perduta

Quando si pensa a una libreria a Parigi, il pensiero corre immediatamente a Shakespeare and Company. La storia di questo nome racchiude due anime distinte, entrambe fondamentali per il XX secolo.

Sylvia Beach e il salvataggio dell'Ulysses

La prima e originale libreria fu aperta dall'americana Sylvia Beach nel 1919 al numero 9 di rue Dupuytren. Siamo nel cuore culturale ed intellettuale di Parigi.

Nel 1921 il negozio, che fungeva anche da sala di lettura, si trasferisce a soli 140 metri di distanza, nella sede destinata a passare alla storia, al 12 di rue de l'Odéon. La via è molto più ampia e trafficata e la libreria divenne subito il salotto della "Generazione Perduta".

Ernest Hemingway vi passava ore a chiedere libri in prestito (che spesso non poteva permettersi di comprare), e James Joyce la usava praticamente come ufficio.

Sylvia Beach (a destra in piedi vicino al poeta Ezra Pound) posa con scrittori francesi ed americani innanzi alla storica sede della sua libreria in rue de l'Odéon.
Sylvia Beach (a destra in piedi vicino al poeta Ezra Pound) posa con scrittori francesi ed americani innanzi alla storica sede della sua libreria in rue de l'Odéon.

La Beach non era solo una libraia; era una mecenate. Fu lei a compiere l'impresa culturale del secolo: nel 1922, quando nessun editore nel mondo anglosassone, a causa della censura, osava pubblicare l'Ulysses di Joyce, lei lo stampò a proprie spese.

Ancora oggi, in alto sopra il portone, una piccola targa commemorativa ricorda l'evento storico ai distratti passanti che, immagino, la notino raramente.

La libreria chiuse tragicamente nel 1941, durante l'occupazione tedesca, dopo che la Beach si rifiutò di vendere l'ultima copia di Finnegans Wake a un ufficiale tedesco che la voleva per sé.

Sylvia Beach fu costretta a chiudere, rimanendo internata per sei mesi a Vittel,
finché il collezionista d'arte americano Tudor Wilkinson non riuscì a farla rilasciare nel febbraio del 1942.

Nel 1944, quando gli Alleati entrarono a Parigi, fu Ernest Hemingway in persona a "liberare" la bottega, che però non riaprì più al pubblico.

La storia della libreria scritta dalla stessa Sylvia Beach 

La rinascita: I "Tumbleweeds" di George Whitman

Quella che visitiamo oggi al 37 di rue de la Bûcherie, fondata da George Whitman nel 1951, prosegue quella tradizione.

Whitman trasformò la libreria in un'utopia socialista e letteraria creando il concetto dei "Tumbleweeds" (i rotolacampi): scrittori, poeti e viaggiatori potevano dormire gratis tra gli scaffali in cambio di qualche ora di lavoro al giorno, l'impegno di leggere un libro intero e di scrivere una breve autobiografia per l'archivio della libreria.

Tra quelle mura hanno dormito nomi come Allen Ginsberg e William S. Burroughs.

Visitare la libreria oggi: consigli pratici
  • Dove: 37 Rue de la Bûcherie (V arrondissement).
  • Orari: Tutti i giorni dalle 10 alle 21. Domenica dalle 12 alle 19.

Un consiglio: Il momento migliore per visitarla con calma è al mattino: appena apre.

Una curiosità: 

Se acquistate un libro, chiedete di farvi apporre il famoso timbro ufficiale della libreria sulla prima pagina.

Il Sito della Libreria

Librairie Gallimard: il cuore pulsante dell'editoria francese

Parigi, l'ingresso della Librairie Gallimard
Parigi, l'ingresso della Librairie Gallimard.

Fondata da Gaston Gallimard all'alba del XX secolo, questa libreria non è solo un tempio dell'Esistenzialismo. È, più profondamente, il cuore pulsante di una casa editrice che ha forgiato l'identità letteraria francese.

Oltre il cliché: un secolo di avanguardia

Qui, tra gli anni '20 e gli anni '60, si sono incrociati i destini di giganti come Marcel Proust, André Gide e, più tardi, Albert Camus.

Mentre il Quartiere Latino era la palestra delle idee, la Librairie Gallimard è stata la cassaforte in cui quelle idee venivano trasformate in libri di culto.

Che si trattasse di cercare l'ultima edizione della celebre collana Blanche o di discutere i nuovi orizzonti della Nouvelle Revue Française, frequentare questo spazio significava far parte dell'aristocrazia intellettuale parigina.

Durante l'occupazione tedesca, la casa editrice mantenne una linea di estrema dignità intellettuale, diventando un punto di riferimento clandestino per gli autori proibiti.

Visitare la Libreria: consigli pratici
  • Dove: 15 Boulevard Raspail (VII arrondissement).
  • Quando: aperta ogni giorno dalle 10 alle 19,30. Tranne la Domenica.

Consiglio: appuntamento imperdibile per gli amanti dell'editoria classica francese (Collane Blanche e Pléiade).

Il Sito della Libreria Gallimard

 

Librairie Delamain: la più antica di Parigi (e la preferita di Colette)

Le ampie vetrine della Librairie Delamain a Parigi.
Le ampie vetrine della Librairie Delamain a Parigi.

Per chi cerca l'eleganza della Parigi della Belle Époque, la Librairie Delamain è una tappa obbligata. Fondata originariamente nel 1700 sotto i portici del Palais-Royal, è stata testimone oculare di tre secoli di storia francese, dalla Rivoluzione all'ascesa di Napoleone, dall'ottocento e fino ai giorni nostri.

La finestra sul mondo di Colette

La grande scrittrice Colette, che visse per molti anni proprio in un appartamento al Palais-Royal, era una frequentatrice assidua di Delamain, così come gli attori e i drammaturghi legati alla vicina Comédie-Française.

La libreria, con le sue calde scaffalature in rovere e il soffitto dipinto, ha resistito alla modernizzazione, preservando l'odore di carta e cera d'api che la rende unica.

È un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, perfetto per chi cerca il legame profondo tra la letteratura moderna e la tradizione parigina.

Info Utili per la visita
  • Dove: 155 Rue Saint-Honoré (I arrondissement), proprio di fronte alla Comédie-Française.
  • Orari: dalle 10 alle 20 tutti i giorni. Domenica dalle 13 alle 19.

Consiglio di visita: Delamain è celebre per il suo straordinario assortimento di libri antichi, rari e di seconda mano. Prendetevi del tempo per esplorare i tavoli dedicati alle vecchie edizioni.

Il Sito della Libreria Delamain

Quella Parigi che non ha bisogno di mappe

Visitare Shakespeare and Company, Gallimard o Delamain non significa solo fare shopping letterario. È un atto di resistenza culturale. In un mondo che corre sempre più veloce verso il digitale, queste librerie rimangono ancorate al suolo parigino come bastioni di carta, inchiostro e memoria. Ognuna di loro custodisce un segreto diverso: la ribellione degli espatriati, la solennità del pensiero esistenzialista, la grazia intramontabile della tradizione francese.

Non cercate solo un libro tra questi scaffali; cercate il riflesso di Parigi nei volti di chi sfoglia le pagine accanto a voi. Perché alla fine, la vera Parigi non è quella che si vede dalla sommità della Tour Eiffel, ma quella che si scopre restando in silenzio, seduti in un angolo buio di una libreria, aspettando che sia un autore del Novecento o di un qualsiasi altro secolo, a sussurrarvi la sua storia.

Prendetevi il vostro tempo: la città vi aspetterà.

Consigli dal Blog

Un vero appassionato del mondo e della storia delle librerie non può non leggere questo libro: Le più belle librerie del mondo.

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Scritto da Fulvio Nolli

Con tag #Parigi Giorno e Notte

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