La Parigi di Simenon e Maigret, del Cinema, dei Bistrot, delle Canzoni, della Malavita.
Il Commissario Maigret è un personaggio letterario, uno dei pochi, che può vantare una statua eretta i suo onore in Olanda nel 1966. Quella che raccontiamo oggi è la storia di quella statua. Perché è stata eretta e perché proprio in Olanda.
Oggi provo a raccontare una storia. Peccato sia una delle cose che mi riesce peggio. Credo perché manco di immaginazione. A dire il vero, mia moglie sostiene che, all’occorrenza, io sia bravissimo a “far storie”, ma evidentemente si sbaglia o si riferisce ad altri ambiti.
Quella che voglio raccontare è, però, una storia vera e, per farlo, non ne serve molta di immaginazione.
È una storia che inizia con una statua ed arriva ad un romanzo. Un romanzo di Georges Simenon, ovviamente, nel quale si narra di un pessimo matrimonio, di una donna bellissima, di una casa un po’ particolare, di due amici che amici non sono e, forse, ma questo potrebbe essere frutto di quella mia scarsa, ma non del tutto assente immaginazione, di uno scandalo francese degli anni ‘60.
Ho accennato ad una statua e, chiunque conosca un po’ Simenon ha già capito di quale si tratta.
C’è una statua dedicata al commissario Maigret, in Olanda, nella cittadina di Delfzijl.
A mio modesto parere è piuttosto bruttina, ma è pur sempre una statua e non tutti i personaggi letterari possono vantare altrettanto.
A realizzare la statua dedicata al commissario Maigret provvide lo scultore Pieter d'Hondt e venne inaugurata, in gran pompa, il 3 settembre del 1966. Oggi, il piccolo monumento è sempre lì al suo posto. Ben visibile a chi lo volesse ammirare, anche se non sembra siano moltissimi.
Immersa nel verde di un parchetto, la statua del commissario Maigret, guarda fisso innanzi a sé, dall'alto del suo piedistallo, le linde casette olandesi e l'acqua verde del canale Damsterdiep che, da sempre, scorre lentamente verso il mare.
Pieter d'Hondt nasce a Hilversum, una cittadina del nord dei Paesi Bassi nota soprattutto per essere la sede dell'Ente Radiotelevisivo Olandese, il 24 aprile del 1917. Si diploma in scultura alla Académie Royale des beaux-arts di Amsterdam e, in seguito, ottiene un certo successo e molti riconoscimenti per le sue opere.
Le numerose sculture per cui è noto raffigurano, per lo più, animali o persone comuni, ma anche personaggi storici famosi, come la regina Beatrice d'Olanda o Anna Frank.
Un artista di indubbio valore quindi. Nessuno può sfuggire, però, al destino di imperfezione che assilla l'umanità fin dalla sua comparsa. Così una brutta statua era destinato a realizzarla anche lui. Probabilmente è proprio quella che raffigura il commissario Maigret.
Si tratta di un bronzo dell'altezza di un metro e venti, collocato su di un piedistallo di pietra. La statua è collocata, all'angolo tra Ruksweg e Jaagpad, in un luogo ameno, ma non proprio centralissimo; ombreggiato da antichi frassini, a pochi passi dal canale Damsterdiep.
Come ho detto, personalmente la trovo piuttosto brutta, ma ha una sua storia e, in aggiunta, le siamo debitori di un romanzo di Georges Simenon, quello sì decisamente ottimo, la cui genesi si intreccia a quella della suddetta opera d’arte: Maigret et l'affaire Nahour.
Uno splendido romanzo, Maigret il caso Nahour. Un poliziesco e insieme un’indagine su certi aspetti della natura umana. Un romanzo che, senza esitazione, consiglio a tutti coloro che non l'avessero ancora letto. Anzi, mi spingo fino a sostenere che è uno dei romanzi ideali per chi, non avendone mai letto nulla, volesse approcciare Maigret e la serie delle sue inchieste.
In casi come questo viene abbastanza naturale porsi alcune cruciali domande, riguardo alla statua e alla sua collocazione.
Perché vi fu chi ritenne di dover erigere una statua di Maigret? E perché proprio in Olanda?
Una delle possibili risposte la fornisce lo stesso Simenon.
A dire dello scrittore, l'idea di creare il personaggio del commissario Maigret pare gli sia venuta nella terra dei tulipani e proprio lì a Delfzijl, durante una sosta forzata in quel porto, necessaria alla riparazione del battello, con il quale stava, sul finire degli anni '20, navigando i canali di Francia e del nord Europa.
Vi sarebbe dunque una ragione ben precisa per omaggiare in quel modo il commissario Maigret nella cittadina olandese. Una ragione valida sembrerebbe. In realtà lo è solo fino ad un certo punto e, di certo, non è l'unica e nemmeno la principale. Questo perché la versione di Simenon, riguardo la nascita del suo personaggio più famoso, è, molto probabilmente, una leggenda, inventata a suo tempo dallo scrittore e poi enfatizzata ad hoc, proprio in contemporanea con la posa della statua.
La verità è probabilmente un'altra, più prosaica, ma altrettanto intrigante e, anche in questo caso, ci riporta al romanzo, citato in precedenza: Maigret et l'affaire Nahour.
Infatti le vere domande da porsi sono altre. Due in particolare:
Per trovare la risposta alla prima domanda e ad una parte della seconda, dobbiamo tornare con la memoria alla fine del 1965 o, al massimo, ai primi giorni del 1966.
Non ho certezza assoluta su giorni e ore di quegli eventi cruciali, ma sono convinto si siano svolti in quel ristretto lasso di tempo.
Cosa accadde, dunque, in quei giorni di così rilevante per il nostro caso?
Avvenne l'incontro fatale tra i due protagonisti di questa intricata vicenda!
L'incontro fatale è quello tra i due veri protagonisti della vicenda.
Uno di loro è lo stesso Georges Simenon, l’altro, che risponde al nome di Albert Willem Bruna (detto Abs Bruna), è l'editore delle opere di Simenon nei Paesi Bassi.
Abs Bruna e Simenon sono amici da tempo, ma l'incontro che avranno in quei giorni sarà essenzialmente di lavoro, perché prelude ad un'importante operazione commerciale.
Dove si incontrano i due uomini? A Epalinges, nella lussuosa e moderna villa dello scrittore? A Parigi, in un grande ristorante dell’Avenue des Champs-Élysées o negli uffici de Les Presses de la Cité, editore francese di Simenon? Forse ad Amsterdam?
Si incontrano poi veramente, o vi è fra loro un semplice scambio epistolare o, addirittura, una ancor più semplice telefonata?
Francamente non ne ho idea. Quello che conta è, però, il contenuto di quella loro conversazione.
L’iniziativa parte dall’olandese. L'editore Bruna informa Simenon che, a settembre di quell'anno, verrà dato alle stampe il numero mille della collana Zwarte Beertjes (Piccoli Orsetti Neri), che, dal 1955, pubblica un vasto numero di autori, fra i quali anche i romanzi Maigret di Simenon.
Siamo certi che Simenon si sia mostrato assolutamente entusiasta del prestigioso traguardo raggiunto dall'amico editore. Almeno fino a quando non si rese conto che la cosa lo riguardava più di quanto immaginasse e prevedeva un suo coinvolgimento diretto.
Quel numero mille, nelle intenzioni di Bruna, conterrà ben due romanzi di Simenon e una prefazione dell'autore, imperniata sulla figura del suo mitico commissario Maigret.
Bruna e la sua casa editrice hanno pensato di dare grande risalto all'evento.
Una statua raffigurante il commissario Maigret è stata commissionata allo scultore Pieter d'Hondt. La statua sarà collocata proprio a Delfzijl, città simbolicamente legata alla nascita del personaggio di Maigret.
L’inaugurazione del monumento avverrà in gran pompa ed è già fissata: il 3 settembre 1966.
Subito dopo, a novembre, è anche previsto l'inizio di una serie televisiva che vede l'attore olandese Jan Teulings interpretare il commissario Maigret in ben 17 episodi.
Alla cerimonia di inaugurazione del monumento sarà presente Simenon, naturalmente, lo stesso Bruna, i tanti editori di Simenon, provenienti da ogni parte del mondo. Non mancheranno le massime autorità locali, la stampa e quattro fra i maggiori attori europei (francesi esclusi) che hanno interpretato il commissario Maigret in televisione: l'inglese Rupert Davies, il tedesco Heinz Rühman, l'italiano Gino Cervi e, appunto, l'olandese Jan Teulings.
Il racconto dell'evento è rievocato dallo stesso Simenon nelle sue Memorie intime ed è possibile leggerne un estratto sul blog Simenon-Simenon a questo link: http://www.simenon-simenon.com/2012/09/cyugp-iygpuh-eo-pij-pj-po-eok.html
L’incontro tra Simenon e Bruna, ovunque sia avvenuto, non ha semplicemente lo scopo di rendere edotto Simenon riguardo a tutte queste iniziative: bisogna scegliere i titoli delle due opere da inserire nella mitica pubblicazione numero Mille.
Non è un problema di poco conto. I due romanzi da pubblicare, Bruna, li vuole ambientati in Olanda.
L’editore insiste su questo punto e non è difficile comprendere le sue ragioni. Anche Simenon le comprende, ma questo non semplifica le cose. Non vi sono, fra i Maigret pubblicati fino a quel momento, molti titoli a disposizione che abbiano l’Olanda come cornice delle trame narrate.
A dire la verità ve n’è uno solo: Un crime en Hollande (Un delitto in Olanda) del 1931, ma è già stato pubblicato da tempo nei Paesi Bassi.
Possiamo immaginare la lunga ed estenuante trattativa. Simenon è maestro in queste cose!
Simenon non è disponibile, pensiamo noi, a scrivere due Maigret, uno dopo l’altro, in tempi abbastanza rapidi da consentirne la traduzione in olandese. Ha anche altro da fare nella vita!
Non rimane altra scelta che ripiegare su un vecchio romanzo risalente agli esordi di Simenon: Le château des Sables rouges. Si tratta di un romanzo giovanile, scritto, probabilmente, a Parigi nel 1929, pubblicato nel 1933 dall’editore J. Tallandier e firmato ancora con lo pseudonimo di Georges Sim. Il protagonista non è Maigret, ma l'ispettore Sancette.
A suo tempo il romanzo non ebbe esattamente un successo strepitoso e la tiratura fu piuttosto limitata. Ma ormai Simenon è all’apice della fama e ai lettori non dispiacerà una sua opera degli esordi. Soprattutto, ed è quello che conta, la vicenda si svolge in Olanda, a Slochteren, vicino a Groninga.
Sembra poi che Simenon amasse in modo particolare questo suo romanzo giovanile. In proposito puoi leggere il post di Murielle Wenger a questo link:
http://www.simenon-simenon.com/2017/10/simenon-simenon-sables-rouges-et.html
Tutto risolto? Direi di no. A Simenon manca ancora un romanzo adatto alle circostanze.
A questo punto, Simenon, in aggiunta alla prefazione, si trova costretto ad impegnarsi a realizzare un nuovo romanzo ed a farlo al più presto. Sarà un Maigret e sarà ambientato in Olanda.
L'insistenza dell'editore rende la stesura di questo romanzo, quasi, un’opera su commissione. Lo scrittore belga ne ha realizzate a centinaia, ma è storia di quattro decenni prima, quando lui non era ancora Georges Simenon e pubblicava sotto infiniti pseudonimi.
Comunque sia, l’impegno è ormai preso e Simenon, che non si spaventa certo di fronte all’idea di un nuovo Maigret, lo realizza, il romanzo per Bruna, e in soli sette giorni: dal 2 all’8 febbraio 1966.
Ma siamo proprio sicuri che fosse il romanzo tanto desiderato dall’editore olandese di Simenon?
Io non credo, ma ne parliamo tra qualche giorno.
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