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Marcel Petiot fra Rispettabilità e Follia Omicida

Marcel Petiot fra Rispettabilità e Follia Omicida
Marcel Petiot fra Rispettabilità e Follia Omicida

Marcel Petiot il Rispettabile Omicida.

Marcel Petiot, rappresenta una figura enigmatica nella storia criminale francese. La sua è la storia di uno dei più spietati assassini seriali di Francia, ma è anche quella di un uomo che, per gran parte della propria vita, ha saputo celare, dietro un'abile facciata di rispettabilità, una realtà segnata da stranezze, follia e una serie di oscuri omicidi.

Un Mistero Chiamato Marcel Petiot.

Marcel Petiot è stato uno dei più spietati assassini seriali mai comparsi in Francia negli ultimi cento anni.
Eppure, nei primi anni della sua vita, seppur con qualche stranezza o magari addirittura una punta di follia, quest’uomo non sembra aver commesso nulla di particolarmente efferato ed, anzi, bisogna riconoscergli un certo successo nel rapportarsi con gli altri.

L'Infanzia di Petiot e i Segnali di Disagio.

Nato in una famiglia borghese, Petiot mostra precocemente segni di intelligenza, ma anche di instabilità mentale, che emergono già durante gli anni scolastici.

Il suo coinvolgimento nella Prima Guerra Mondiale, dove viene ferito e ricoverato più volte, rivela ulteriori segnali di squilibrio psicologico, spingendolo ad abbandonare temporaneamente gli studi di medicina che , sembra, aveva intrapreso.

Dico "sembra" perché, nella vita di Marcel Petiot, nulla è veramente certo e scontato.

Marcel Petiot da Bimbo Precoce a Volontario in Guerra.

Lo vedremo bambino di precoce intelligenza, crescere in una famiglia borghese abbastanza normale, fatta eccezione per il progressivo manifestarsi, nella madre, di una qualche forma di malattia mentale. Malattia che condurrà la donna all’internamento in un ospedale psichiatrico e ad una morte precoce.
Certo la carriera scolastica di Marcel Petiot non è delle più edificanti e sono stati più d'uno gli istituti dai quali finisce per essere espulso.
Eppure, quando si arruola volontario per la Grande Guerra, il giovanotto si dice sia costretto ad interrompere gli studi di Medicina. In questo caso, evidentemente un diploma lo aveva pur conseguito in qualche modo. Oppure, ed è più che probabile, questi fantomatici studi in medicina, fanno parte della leggenda che Petiot ha saputo, abilmente, costruire intorno a se.

La Storia del Serial Killer Marcel Petiot.

Quella di Marcel Petiot, che ci accingiamo a raccontare, potrebbe essere la storia di un uomo eccezionale, e a suo modo lo è, se non fosse, soprattutto, la storia di un criminale folle e crudele come pochi, prima e dopo di lui.
In realtà quanto c’è di veramente eccezionale, nella vita di questo criminale seriale, è la sua capacità di riciclarsi dopo ogni scandalo che lo vede coinvolto e di recuperare la fiducia altrui, in ogni ambiente dove decida di installarsi e ricominciare daccapo.

Ho voluto definirlo criminale, folle e crudele ed è certo che Petiot fu tutte e tre le cose insieme.

Criminale di una crudeltà inaudita, capace di lasciare dietro di sé uno stuolo di cadaveri, al solo scopo di impossessarsi dei loro beni materiali o di eliminare pericolosi testimoni. La sua follia, innegabile, perché un essere umano sano di mente non si macchia di tali orrendi crimini, fu totalmente lucida, determinata e, a mio avviso, sostanzialmente riconducibile ad una assoluta assenza di senso morale.

Mi piace, spesso, raccontare certe vicende umane partendo dal loro epilogo, ma nel caso di Marcel Petiot, credo sia necessario farlo muovendo dall’inizio, per rendere meglio il “divenire” di questo serial killer, in tutti i sensi, fuori dal normale.
 

Nascita del Serial Killer Marcel Petiot.

Piace pensare, a molti, che un’infanzia difficile sia alla radice di molte devianze.
È possibile che sia veramente così e non ho certo le competenze per sostenere il contrario.
Per quanto riguarda lo specifico caso di Marcel Petiot, non vi sono dati certi riguardo esperienze tragiche o traumi subiti in tenera età. Niente che faccia intravedere, in anticipo, l’abisso di malvagità che poi caratterizzerà la sua vita da adulto.
Il piccolo Marcel, nasce in una famiglia della piccola borghesia borgognona. Una famiglia come ve n’erano, ed immagino continuino ad esservene, tante ad Auxerre, la città che lo vede venire al mondo il 17 gennaio del 1897.
Suo padre, Félix Irénée Mustiole Petiot, quando il figlio nasce ha 30 anni ed è impiegato postale proprio ad Auxerre, capoluogo del Dipartimento della Yonne, sulla riva dell'omonimo fiume, e terminerà la carriera come capo ufficio alle Poste di Joigny, comune ad una trentina di chilometri da quella città.
La madre è casalinga, si chiama Marthe Marie Constance Joséphine Bourdon ed, al momento del fatidico parto, di anni ne ha 22.

 

Una famiglia piccolo borghese, che vive in relativa agiatezza.

Era una donna felice Joséphine Bourdon? Chi può dirlo. Di certo non era una donna troppo sana.
Morirà nel 1912 a soli 37 anni e dopo un ricovero al Sainte-Anne di Parigi: un ospedale psichiatrico.
Come trascorra la vita in quella casa non è dato sapere. La donna resterà incinta un’altra volta, ben 10 anni dopo, e Marcel avrà finalmente un fratellino, Maurice, con il quale, sembra, avesse ottimi rapporti e che, in seguito, sarà, in qualche misura, suo complice in certi gravi misfatti.
La malattia mentale della madre costituisce un fatto di una certa rilevanza e non è assolutamente da escludere che abbia una relazione diretta con i comportamenti deviati del figlio, ma fino a qual punto non saprei dirlo.

 

Infanzia e Giovinezza di un Serial Killer.

Il piccolo Petiot è descritto quasi come un bimbo prodigio e si dice di lui che, a soli cinque anni, sapesse leggere come un bambino di dieci.
Ho conosciuto personalmente bambini di dieci anni che leggevano da cani, ma immagino che non fosse a infanti di tal fatta che si riferisce il paragone.
Si dice anche che Petiot fosse un solitario, con una certa tendenza alla violenza; pare amasse torturare gli animali, che sia stato sorpreso a scuola mentre diffondeva immagini pornografiche e che un giorno, con una pistola sottratta al padre, abbia animato la lezione di storia sparando un paio di colpi in classe.

Di tutto questo, non è dato sapere quanto corrisponda a realtà o quanto sia, piuttosto, frutto di narrazioni successive, diffuse al tempo del processo a suo carico. Molti lettori amano i particolari truculenti ed i giornali sono maestri nel fornirglieli.

Quello che è certo, riguardo i suoi primi anni di studio, è che viene espulso da diverse scuole per indisciplina.
La madre muore, come abbiamo anticipato, nel 1912, quando Marcel ha 15 anni. La donna era stata ricoverata al Sainte-Anne per gravi disturbi psichiatrici.

I ragazzi si trasferiscono a Joigny, dove il padre è direttore dell'ufficio postale, ma, ben presto, vengono affidati alle cure di una zia ed il genitore, di fatto, li abbandona. Un po’ perché vuole, forse, rifarsi una vita, molto di più perché gli scandali, che accompagnano la carriera scolastica del figlio, non possono che nuocere alla sua reputazione.
 

Il Primo Arresto per Marcel Petiot.

È nel 1914, Marcel ha 17 anni, che viene arrestato per la prima volta. Petiot è accusato di aver scassinato alcune cassette postali e, questo atto, sembra quasi una rivalsa nei confronti del padre che lo ha abbandonato.
L’intenzione del giovane non è quella, ovvia in apparenza, di impossessarsi di valori postali, ma di leggere lettere e cartoline altrui.
Non subirà alcuna condanna per il reato contestatogli. Uno psichiatra lo dichiara non idoneo a sostenere un processo. La personalità di Marcel Petiot viene definita dal medico: socialmente disadattata e anormale.
La valutazione ha certo un fondamento, ma scopriremo, nel corso della narrazione, che Marcel Petiot possiede incredibili capacità di manipolazione nei confronti del prossimo.

 

Il Serial Killer va alla Guerra.

Nel frattempo è scoppiata la Prima guerra mondiale e Marcel Petiot che, evidentemente, in qualche modo si è diplomato, abbandona gli studi di medicina da poco intrapresi e, anticipando la leva, si arruola l’11 gennaio del 1916.

Si dice di lui che si sia dimostrato un buon combattente e che abbia incanalato nella lotta le sue emergenti tendenze omicide. Può essere vero, ma potrebbero essere anche queste voci diffuse a posteriori.
La sua esperienza di guerra guerreggiata non dura poi molto, il 20 marzo del 1917, rimane ferito ad un piede e finisce all’ospedale militare. Scheggia di granata o autolesionismo? Anche qui voci contrastanti e nulla di sicuro al riguardo.


In ospedale Petiot viene sorpreso a rubare coperte militari ed è inviato al carcere di Orléans dove trascorre il resto della convalescenza. Anche questa volta viene trasferito in un ospedale psichiatrico a Fleury-les-Aubrais. Evidentemente ha ripreso con le sue stranezze comportamentali.
Gli psichiatri militari non usano certo mezzi termini per definire i suoi disturbi: lo dichiararono nevrastenico, squilibrato mentale, paranoico depressivo e soggetto a fobie.
Viene internato in manicomio? No.

 

Marcel Petiot dalla Trincea all'Ospedale Psichiatrico.

La guerra è ancora in corso e la Francia, dissanguata dei suoi giovani uomini, ha bisogno di ricorrere a chiunque abbia l'età per reggere un fucile e, nel 1918, Petiot viene rispedito al fronte.
Nuovamente in battaglia, nuovamente ferito, nuovamente internato e, finalmente, è definitivamente congedato. Motivazione: disturbi mentali.
Tare ereditarie o l’esperienza della malattia materna ha insegnato al giovane piccolo genio a millantare problemi mentali che non ha?
Gli viene persino riconosciuta un'invalidità permanente del 40% e questo gli garantisce una pensione.
Petiot si sottopone a nuovi esami e riesce ad ottenere, dalla commissione militare, l'invalidità totale, nel 1920, poi l’Esercito ci ripensa e viene ridotta al 50% nel 1921.
Fino a questo punto la vicenda umana di Marcel Petiot non esce troppo dai canoni di una relativa seppur sofferta normalità. Le stranezze, se vogliamo chiamarle così, iniziano ora.

 

Laurea in Medicina per il Serial Killer Marcel Petiot.

Come ogni ex combattente francese, Petiot, gode del meritato privilegio di poter riprendere gli studi interrotti e di farlo con una procedura facilitata.
È così che il bambino prodigio che a cinque anni leggeva come uno di dieci, il 15 dicembre 1921, ottiene una laurea con menzione, in Medicina, conseguita con incredibile rapidità, presso l'Università di Parigi.

C’è chi sostiene che, in realtà, questa laurea sia frutto di un qualche ben riuscito mercanteggiamento e sia, dunque, assolutamente falsa.
Il fatto è che, Petiot, ottiene un posto presso l’ospedale psichiatrico di Evreux ed è in quel periodo che completa gli studi in Medicina.
E questo nonostante sia ancora sotto osservazione, per possibili disturbi mentali, delle autorità sanitarie militari.

 

Marcel Petiot dal Manicomio all'Ambulatorio Medico.

Siamo nel 1922 e Marcel Petiot ha ora 25 anni. Mentre, ancora, la commissione medica militare non cessa di indagare le sue reali o presunte turbe psichiche, il giovane neolaureato in medicina rileva uno studio medico a Villeneuve-sur-Yonne, un grosso comune di 4200 anime ad una cinquantina di chilometri dalla natia Auxerre.

Si dedica gratuitamente ai malati meno abbienti, offrendo loro visite e vaccinazioni e, in poco tempo, non tarda a farsi un nome.
La clientela aumenta in modo considerevole. Il giovane medico vanta metodi di cura più moderni degli attempati colleghi ed è evidentemente piuttosto persuasivo visti i risultati.
Il farmacista del paese non sembra stupirsi troppo dell’ampio ricorso del nuovo medico a droghe e psicofarmaci: se ne ricorderà in seguito e si dirà stupito.

 

La Carriera Medica e Politica di Marcel Petiot.

Marcel Petiot partecipa attivamente agli eventi bellici ed è ferito sul campo per ben due volte, anche se, in almeno un caso vi è un sospetto di autolesionismo.

Dopo la guerra, Petiot si laurea in Medicina e apre un ambulatorio nella città di Villeneuve-sur-Yonne, intraprendendo contemporaneamente una carriera politica che lo porta ad essere eletto sindaco. Tuttavia, dietro la facciata di rispettabilità, si nascondono comportamenti discutibili, tra cui l'uso di psicofarmaci e stupefacenti nei suoi trattamenti medici.

Sua eccellenza il Sindaco Marcel Petiot.

Stiamo per giungere ad uno dei momenti cruciali della vita di Marcel Petiot. Un momento i cui contorni hanno quasi dell’incredibile.

Può apparire abbastanza strano che un uomo, congedato dall’esercito per gravi disturbi mentali, ed ancora indagato dalla commissione medica militare, si ritrovi tranquillamente ad esercitare proprio la professione di medico senza nessun particolare problema.
Se quell’uomo, però, riesce a farsi eleggere nel consiglio comunale della cittadina dove risiede (1925) e a divenirne, addirittura, sindaco (1926), direi che la cosa ha quasi dell’inverosimile.
Eppure è esattamente quello che accade a Marcel Petiot.

Non che ora la sua vita scorra esattamente senza problemi: tutt’altro. Eppure una mano invisibile sembra proteggerlo costantemente, nonostante i dubbi e le perplessità sul suo conto, prima, e i sospetti sempre più pressanti, in seguito.

Marcel Petiot: Pazzo, Medico e Sindaco.

È durante i due ricoveri in ospedali militari che emergono, in lui, significativi segnali di instabilità mentale. Esattamente come era accaduto, nella prima gioventù, dopo un suo arresto per un grave atto vandalico.
Si potrebbe pensare che, messo alle strette, Petiot riesca a manipolare i suoi esaminatori e a simulare disturbi psichici di cui, forse, non soffre. Almeno non nella misura che gli viene diagnosticata dai medici.

Forse l'esperienza della malattia mentale della madre, che Petiot ha vissuta da adolescente, ha fornito alla sua mente, particolarmente recettiva, gli strumenti per simulare la follia e, allo stesso tempo, quelli per "inventarsi" medico.
Dopo la guerra viene assunto come interno in un ospedale psichiatrico (ironia della sorte) e si laurea in Medicina (oppure falsifica la laurea o se la procura in modo fraudolento).

Nel 1922 Petiot rileva un ambulatorio medico, nella ridente cittadina di Villeneuve-sur-Yonne, pochi anni dopo si dà alla politica e viene, addirittura, eletto sindaco.
Un folle maniaco decisamente sui generis il nostro Marcel Petiot!

Dottor Petiot Medico all'Avanguardia.

Il nuovo medico appena insediatosi a Villeneuve-sur-Yonne, non tarda certo a far parlare di se, nel bene come nel male.

Offre gratuitamente le sue cure ai malati meno abbienti e questo gli fa certo onore. Non esita però, allo stesso tempo, a promuovere la propria attività, presso la potenziale clientela più danarosa, con una vera e propria campagna di marketing.

Vanta, apertamente, metodi più moderni, nell’affrontare le malattie, di quelli utilizzati dai suoi colleghi più attempati e, questo mix di generosità e competenza ottiene un indiscutibile successo.

La clientela del Dott. Petiot aumenta rapidamente.

Luci ed Ombre del Dottor Petiot.

Eppure se si scava nei fatti della sua vita alcune crepe emergono, nel quadretto idilliaco ed, apparentemente, abbastanza comune della sua esistenza.
Il primo ad avere dei dubbi sulla condotta del nuovo medico di Villeneuve-sur-Yonne è proprio il farmacista della città.

Questi si accorge, molto presto, che fra i farmaci, abitualmente, prescritti da Petiot, abbondano psicofarmaci e stupefacenti. Sono cure che inducono rapidamente assuefazione e il farmacista sospetta si tratti di un volgare espediente per legare i pazienti al proprio dottore.
Questi dubbi, il farmacista, si guarda bene dall’esternarli troppo apertamente e finiscono con l'alimentano pettegolezzi locali e nulla più.

Voci tendenziose iniziano a circolare, almeno negli ambienti ostili al nuovo venuto, senza però intaccare la fiducia generale nell'operato del giovane ed affascinante dottore.

La Carriere Politica di Marcel Petiot.

La fiducia dei cittadini di Villeneuve-sur-Yonne, in Marcel Petiot, è tale che, nel 1925, non hanno difficoltà alcuna ad eleggerlo Consigliere comunale e, nel luglio del 1926, quando Petiot si candida, nelle fila dei Repubblicani di Sinistra, è subito eletto Sindaco e con ampio margine di voti.


Eppure vi sono state denunce per furto a danno dell'amabile dottor Petiot.
C’è chi si è accorto che, dopo una sua visita a domicilio, alcuni oggetti di un certo valore sono scomparsi. Alla fine è colto sul fatto e vi è un’inchiesta.
Fine della sua carriera? Naturalmente no.
Petiot rispolvera candidamente le diagnosi militari che lo vogliono afflitto da disturbi mentali. L'avvocato, che lo difende, afferma che il suo cliente soffre di cleptomania. Petiot torna rapidamente al suo ambulatorio, ai fedeli pazienti ed al seggio in Comune. 

Dottor Petiot o Dottor Satana?

Le voci su Petiot si intensificarono quando una serie di eventi sospetti iniziano ad attirare l'attenzione generale. Dalla scomparsa di una giovane minorenne, Louise Delaveau, alla morte in circostanze misteriose di alcune sue pazienti, tra cui una ragazza deceduta per overdose di eroina. Nonostante le accuse e i sospetti che gravavano su di lui, Petiot riesce abilmente a mantenere la sua posizione politica e sociale.

La Prima Vittima di Petiot è una Ragazza?

Nel 1926, proprio mentre Petiot sta per candidarsi come sindaco, un grave scandalo sembra sul punto di travolgerlo.
Si fanno sempre più insistenti le voci di una relazione del dottore con la figlia di una sua paziente. La ragazza si chiama Louise Delaveau ed è minorenne.


Improvvisamente la giovane Louise sparisce nel nulla. Alcune malelingue insinuano che fosse incinta del medico.


Il cadavere di una giovane donna, ormai irriconoscibile, viene ritrovato molti mesi dopo, chiuso in un baule e gettato nelle acque della Yonne, in un punto poco fuori città.
Subito si fa insistente la voce che si tratti proprio dei resti della povera Louise, ma, per gli inquirenti, è impossibile stabilirlo con certezza.

Gli investigatori interrogano Petiot, non sulla base dei pettegolezzi circolanti, ma perché c’è chi sostiene che il baule, contenente i resti del cadavere, gli appartenesse.
Nulla può essere dimostrato. Il baule è di un modello molto comune ed il medico può ampiamente giustificare i propri spostamenti, grazie alla sua attività, che lo conduce un po’ ovunque, in città e fuori.

Marcel Petiot il Grande Affabulatore.

Non è dato sapere quanto, gli investigatori, fossero convinti delle giustificazioni fornite dal futuro sindaco, ma è più che probabile che lo fossero veramente. Petiot dimostrerà, anche in occasioni ben più drammatiche, una straordinaria capacità di affabulazione nei confronti di chiunque.

In assenza di prove l’indagine si arena senza approdare a nulla.


Il dato di fatto è che, Marcel Petiot piace. Piace a molti, non certo a tutti. C’è chi sospetta in lui un delinquente corrotto. C’è chi lo invidia semplicemente.
Eppure, è un dato di fatto: anche quando i suoi delitti saranno ormai di dominio pubblico, ci sarà comunque chi lo ricorderà come un medico affascinante e scrupoloso e come un sindaco, sicuramente, un tantino originale, ma capace di prendersi le proprie responsabilità ed attento alle esigenze dei suoi concittadini.

Un Fortunato Matrimonio per Petiot.

Forse con l'intenzione di conferire ulteriore rispettabilità alla propria immagine, Marcel Petiot, decide che è venuto il momento di prender moglie.

Magari c'è da essere indulgenti e si trattava di vero amore. Chi può saperlo?

Certo che la scelta del medico-sindaco cade su di una adorabile fanciulla della zona: la ventitreenne Georgette Valentine Lablais.

Lei è una bella ragazza, di sette anni più giovane di Petiot, ed è la figlia di un ricco macellaio originario di un paese vicino, Seignelay. Il padre è uomo molto noto perché possiede, a Parigi, un ristorante in rue de Bourgogne, frequentato da molti uomini politici: Chez Marius.

Le nozze si celebrano a Seignelay il 4 giugno del 1927.

Georgette non lascerà mai il suo Marcel, almeno fino alla morte di lui. Dalla loro unione nasce un figlio, Gerhardt, nel 1928.

 

Il matrimonio di Marcel Petitot e Georgette Lablais.

Il matrimonio di Marcel Petitot e Georgette Lablais.

Accuse Infamanti a Petiot Cadono Senza Conseguenze.

Nonostante gli sforzi di Petiot per offrire una propria immagine pubblica, moralmente e professionalmente ineccepibile, accuse e sospetti nei suoi confronti continuano ad accumularsi.

Corrono voci che pratichi aborti clandestini e fornisca morfina ed eroina a tossicodipendenti, ma sono voci e tali rimangono.

La proprietaria di una latteria, Mme Debauve, muore nell’incendio della sua abitazione. Sembra un tentativo di furto andato male, ma vi sono anomalie non facilmente spiegabili. Era una cliente del dott. Petiot e, ancora una volta, vi è chi pensa a lui come possibile autore dell’omicidio.

La donna è stata vittima o testimone di una qualche efferatezza del medico? Sapeva qualcosa di troppo compromettente che avrebbe potuto rovinare Petiot? Un omicidio commesso durante una crisi di follia? 
Solo voci? Non proprio: un testimone afferma di aver visto il medico lasciare l’appartamento della donna, ma le sue dichiarazioni non sono abbastanza circostanziate. La polizia, ancora una volta, interroga il dottore e lui, come sempre, è in grado di giustificare ogni suo spostamento.

Nessuna prova certa, nessuna accusa diretta da parte degli inquirenti.

Ancora Accuse a Petiot di Corruzione e Omicidio.

Nel 1935 è la madre di una paziente deceduta ad accusare Petiot. Sostiene che la morte di sua figlia sia stata causata da una overdose di eroina.

Anche in questo caso non esiste alcuna prova certa, a sostegno delle accuse della povera madre. Tutto finisce in pane e acqua per l'ennesima volta.

A quanto pare, nessun pettegolezzo e nessuna accusa riesce ad intaccare la carriera e la posizione sociale e politica di Marcel Petiot.

Su di lui grava il sospetto di almeno tre omicidi, dei quali, uno potrebbe essere accidentale, ma, se fosse colpevole, due sarebbero certo premeditati.

Nonostante tutto questo, la sua carriera di medico e sindaco sembra proseguire senza intoppo alcuno.

La Sfida alla Giustizia di Petiot.

Nonostante le indagini e le denunce, Petiot continua a sfidare la giustizia, utilizzando argomentazioni legali e manipolazioni per evitare le conseguenze delle sue azioni. La sua abilità nel mantenere una facciata di rispettabilità lo rende un avversario particolarmente difficile per gli inquirenti.

Marcel Petiot Costretto alle Dimissioni.

Ecco però profilarsi all'orizzonte, inaspettatamente, un nuovo scandalo: questa volta si tratta di accuse di mala amministrazione e le cose iniziano a complicarsi per l’ex bambino prodigio che a cinque anni leggeva come uno di dieci.

Emergono, a carico di Petiot, una serie di illeciti amministrativi (frode, malversazione, appropriazione di fondi pubblici ecc.). Piovono accuse, si avviano inchieste: quando si tratta di soldi pubblici non c’è da scherzare!

A quanto pare le prove a carico, questa volta non mancano!

Nel 1930, il prefetto della Yonne, dopo aver ricevuto numerose denunce, per i furti e loschi affari finanziari messi in atto da Petiot, decide finalmente di agire nei suoi confronti.

Come detto le prove questa volta non mancano ed inevitabilmente si arriva alla sua sospensione dalla carica di sindaco.

Il provvedimento giunge nell'agosto 1931 e, messo di fronte a tale atto, Petiot, polemicamente presenta le proprie dimissioni. Tuttavia, il medico di Villeneuve, gode ancora di molti sostenitori e l'intero Consiglio Comunale, per sostenerlo, si dimette a sua volta.

Cinque settimane dopo, il 18 ottobre, Petiot viene eletto consigliere del dipartimento dell'Yonne. Forte di questo successo politico decide di ripresentare la propria candidatura a Sindaco, ma questa volta viene battuto, anche se solo per una manciata di voti.

L'inchiesta contro di lui si concluderà solo nel 1932 e, a suo carico, emerge che Petiot ha rubato persino l'elettricità nel suo Comune.

Le nuove e circostanziate accuse provocano la revoca del suo seggio in consiglio dipartimentale, ma, a questo punto, Petiot si è già trasferito a Parigi.

Addio Provincia! Marcel Petiot va a Parigi!

Per quasi dieci anni, Marcel Petiot è riuscito a farla in barba un po' a tutti.

Alla Commissione medica militare, che ancora lo cerca per valutarne lo stato mentale, alla polizia che lo sospetta di procurare aborti, spacciare droga e di almeno due brutali omicidi.

Ha ingannato anche i suoi concittadini che tanta fiducia avevano riposto in lui.

Perdute le elezioni, Petiot, si rende conto che certi nodi potrebbero venire al pettine e decide, quindi, che è giunto il momento di lasciare l'amato paesello sulle rive della Yonne e mescolarsi alla folla molto più anonima di una grande città.

È giunta, per lui, l'ora di stabilirsi a Parigi e ricominciare da capo, ancora una volta, la propria vita.

Non è certo una scelta facile, ma lui è Marcel Petiot!

Serial Killer famosi anche a Parigi.

Serial Killer è una locuzione che, immediatamente, conduce il pensiero agli Stati Uniti: non certo a Parigi e alla Francia.
Le megalopoli disumanizzate, così come le infinite interstatali che attraversano, senza apparente soluzione di continuità, l'immenso territorio americano, sono per noi i luoghi ideali dove operano o possono operare figure comi i serial killer più efferati.
Potenza dei tanti film e serie televisive prodotti, dagli americani, su questo argomento.
La ferocia è, però, una connotazione abbastanza comune nella nostra specie e la follia omicida la si può ritrovare un po' ovunque l'essere umano abbia messo radici.

 

Serial Killer Europei e Francesi.

Anche l’Europa, purtroppo, può dunque vantare i suoi serial killer.
L’Inghilterra, in primo luogo, che ha dato i natali a quello che è forse il serial killer più famoso del mondo: quel Jack the Ripper, noto in Italia come Jack lo squartatore.


La Francia, dal canto suo, non è da meno, con il suo Henri Landru, detto Barbablù, che, in quanto a popolarità universale come serial killer, è di certo secondo solo all’inglese di cui sopra.

Nella storia criminale della Francia, che è quella che interessa di più questo blog, esiste un altro personaggio, forse meno noto fuori dai confini dell’Hexagone, che in quanto efferatezza dei crimini compiuti, numero di vittime e singolarità della sua vicenda, può competere tranquillamente con i più spietati serial killer di ogni parte del mondo: il suo nome è Marcel Petiot, detto Dott. Morte o Dott. Satana.
 

Il Killer Marcel Petiot Giunge a Parigi.

Marcel Petiot, con la moglie Georgette ed il figlio Gerhardt, lascia la ridente cittadina di Villeneuve sur Yonne nel 1933.
A Villeneuve, per circa dieci anni, Petiot ha esercitato la professione di medico, nel proprio ambulatorio privato, ed è stato per ben sei anni il sindaco del paese.

Ora si trasferisce a Parigi con la famiglia e se la sua non è proprio una fuga, diciamo che gli assomiglia parecchio. Esiste un’espressione che definisce abbastanza bene i comportamenti di questo genere: svignarsela all’inglese.
Andarsene, cioè, senza dare troppe spiegazioni o nessuna.

Alle sue spalle, l’ex sindaco, lascia molti estimatori ancora convinti della sua buona fede; ex pazienti e cittadini affascinati dai suoi modi suadenti ed affabulatori, incredibilmente pronti a difendere convintamente la sua reputazione di medico e politico.
Lascia, anche, altrettanti detrattori che lo descrivono pubblicamente come un truffatore, un delinquente incallito e, probabilmente, un assassino.

Di tutto questo abbiamo scritto ampiamente in due post precedenti reperibili a fondo pagina.

Ora è il momento di raccontare l’arrivo a Parigi di Petiot e l’inizio della sua nuova vita, nella capitale francese.

Il Dottor Petiot in Rue Caumartin.

Giunti a Parigi, i coniugi Petiot vanno ad abitare al primo piano di uno stabile, al civico 66 della rue de Caumartin.

Tutto è stato sicuramente preparato, con discrezione, in precedenza.
Il suocero di Marcel Petiot possiede un ristorante molto noto a Parigi e, probabilmente, ha fornito al genero le informazioni necessarie.

La rue de Caumartin, più spesso chiamata semplicemente rue Caumartin, è una via del quartiere de la Chaussée-d’Antin nel 9° arrondissement.
È una strada piacevole, rue Caumartin, che scorre in direzione sud-nord, tra boulevard des Capucines, a sud, e rue Saint-Lazare, a nord. L’omonima stazione ferroviaria è lì a due passi.

 

Marcel Petiot fra Rispettabilità e Follia Omicida

Rue Caumartin, angolo elegante e popoloso di Parigi.

Rue Caumartin è una strada popolosa, movimentata, a tratti elegante, sicuramente gradevole.
Il tratto più signorile, della via, è di certo quello compreso fra boulevard des Capucines e rue de Provence, che interseca boulevard Haussmann e Rue Auber.
Molti i palazzi eleganti con fregi e decorazioni, alcuni dei quali di interesse nazionale.
Qui la via è stretta, discreta, ricca di locali eleganti.

Uno fra tutti, oggi, il ristorante giapponese Ao Izakaya, che apre la sua terrasse chilometrica al civico 12.
In questa zona della rue Caumartin, Stendhal scrisse La Certosa di Parma: abitava al quarto piano di un palazzo al civico 8.
Poco più in là, al civico 26, era la sede della Compagnia del Canale di Panama, che i lettori di questo blog dovrebbero ben conoscere.

 

Attori, generali, Poeti e un paio di Killer in rue Caumartin.

Molti altri i nomi di spicco in questa prima metà di rue Caumartin: il Maresciallo d’Aumont, il chimico e politico Louis-Bernard Guyton-Morveau, il poeta e drammaturgo Charles Grandmougin.
Letterati e politici, ma, ad onor del vero, anche un membro della famigerata Banda Bonnot, Léon Rodriguez, che qui ebbe i natali.

Superato boulevard Haussmann ecco i magazzini Printemps, con i loro negozi delle grandi firme della moda.

La via ora si allarga, in prossimità della bella chiesa di San-Louis-d'Antin, per tornare poi a restringersi nell’ultimo tratto, che qui assume un’aria più popolare, pur conservando la sua eleganza di fondo.

Al civico 68 abitava Suzanne Avril, attrice nota nella Belle Époque, mentre al 66 visse l’attore drammatico Edouard de Max.
Proprio in questa casa viene ad insediarsi, nel 1933, un'altra figura ancora più drammatica: il nostro Marcel Petiot.

 

Il Dottor Petiot cura, ma non Sfrutta i suoi Pazienti.

Uno stabile elegante, arricchito da un grande portone decorato con fregi. A bordo strada un negozio di articoli religiosi. Petiot si insedia nell’appartamento del primo piano con l’abitazione ed il nuovo ambulatorio medico.

Subito il dottor Petiot inizia a far parlare di sé. Con una campagna pubblicitaria degna di un moderno brand della moda, informa il gentile pubblico della sua disponibilità ad occuparsi della loro salute. Come già sperimentato in provincia vanta metodi innovativi, dichiarandosi, fra l’altro, un esperto in elettroterapia e, guarda caso, in disintossicazione da stupefacenti.
Appone sull’ingresso del suo ambulatorio una targa in cui fanno bella mostra false referenze e trattamenti clinici piuttosto dubbi.

“Il Dottor Petiot tratta, ma non Sfrutta i suoi Pazienti.”
Ecco una frase che compare su alcuni volantini pubblicitari che Petiot organizza di far distribuire, in grande quantità, nel quartiere.

Si riconoscono in lui la stessa energia, efficienza e totale mancanza di scrupoli già ampiamente sperimentati a Villeneuve.
 

Il Collaudato Metodo Petiot.

Il “metodo Petiot” funziona, ancora una volta, egregiamente e, molto presto, il suo ambulatorio si riempie di pazienti desiderosi di affidarsi alle sue cure e che, anche in seguito, saranno pronti ad attestare che si trattava di un medico competente e coscienzioso!
Seguendo uno schema già ampiamente collaudato in provincia il dottor Petiot attira clienti di ogni tipo, individua i soggetti più fragili e bisognosi, verso i quali è spesso estremamente generoso. La clientela più danarosa e blandita e, probabilmente, manipolata e, quando è il caso, a tutti, offre interventi e cure non facilmente reperibili altrove: almeno legalmente.

 

Parigi si Rivela Pericolosa per Marcel Petiot.

Ironia della sorte l'amabile Petiot scopre, abbastanza rapidamente, che non è assolutamente vero che in una grande città si attiri meno l’attenzione che in un piccolo centro di provincia.

In primo luogo i medici parigini, suoi “colleghi”, sono molto meno impressionabili dei loro pari in provincia.
Notano subito le manovre del nuovo arrivato, che non esitano a definire come degne un ciarlatano della peggior specie.

Anche la polizia, nonostante la grande mole di lavoro, non tarda ad occuparsi del nuovo medico giunto in città.
In una città come Parigi la polizia dispone di ampi mezzi e personale adeguato.
Probabilmente anche le informative giunte da Villeneuve avranno avuto il loro peso.

 

Primi Guai con la Polizia per Marcel Petiot.

Nel 1935, a soli due anni dal suo insediamento, Petiot viene arrestato, con l’accusa di prescrivere illegalmente eroina a certi suoi pazienti che ne fanno uso abituale.
Vi sono anche sospetti che il medico pratichi aborti clandestini.
Mancano le prove e viene rapidamente rilasciato, ma è un segnale dell’attenzione che le autorità intendono mantenere su di lui.

 

Crisi di Follia e Internamento di Petiot.

L’anno successivo un nuovo arresto per Marcel Petiot. Questa volta si tratta di un episodio davvero singolare.
Colto a rubare alcuni libri nella famosa libreria Gilbert Joseph nel Quartiere Latino, Petiot, aggredisce il commesso che lo ha scoperto e lo picchia di santa ragione.
Questa volta è inevitabile che vi sia un processo.
A difenderlo uno degli avvocati più noti di Parigi: René Floriot.

Manco a dirlo la difesa, ancora una volta, si basa sulle perizie psichiatriche rilasciate a suo tempo dall’Esercito. L’avvocato insiste sui disturbi mentali del suo cliente e riesce ad ottenere una perizia del tribunale.
Petiot sfugge ancora una volta alla condanna, ma deve accettare il ricovero in una struttura psichiatrica ad Ivry.

 

Discrepanze sui tempi dell'internamento di Petiot.

A questo punto le informazioni disponibili offrono diversi scenari. La maggior parte delle fonti, sostiene che il ricovero dura solo sette mesi, e c’è chi addirittura pretenderebbe che si sia trattato di un ricovero volontario richiesto da Petiot stesso.
Almeno una fonte sostiene invece che si trattò di un ricovero coatto della durata di ben quattro anni.
Ai medici che lo hanno in osservazione viene chiesto di valutare l’effettivo stato mentale del paziente.
È realmente pazzo o si tratta di un simulatore che si finge tale per evitare la prigione? E se è pazzo: fino a che punto lo è?

 

Petiot è un Pazzo Criminale o un Criminale e un Simulatore?

A quanto pare la risposta a queste domande non è affatto scontata.
Un primo verdetto, rilasciato da uno specialista, sembra non lasciare adito ad alcun dubbio: Marcel Petiot è malato. Si tratta di un soggetto delirante e totalmente irresponsabile.
Dopo un secondo esame, un altro psichiatra altrettanto specializzato, lo descrive, al contrario, come un individuo senza scrupoli e totalmente privo di senso morale.
Chi ha ragione?
Non è dato saperlo. Quello che è certo è che il dottor Petiot, dopo sette mesi di internamento (o quattro anni che sia), viene rilasciato con una diagnosi di guarigione e il 20 febbraio del 1937 ritorna tranquillamente al suo ambulatorio per riprendere l’attività interrotta.
Ovviamente, nel secondo caso, se si fosse veramente trattato di quattro anni, sarebbe il settembre del 1940.
A suffragio di questa seconda ipotesi vi è forse il fatto che fra il furto alla libreria del 1936 e l’occupazione di Parigi da parte dell’esercito tedesco nel 1940, non vi sono altre denunce a carico del dottore.

 

Il Fisco Scopre Marcel Petiot.

Nessuno sembra più occuparsi di Marcel Petiot fra il 1937 e il 1941: nessuno tranne l’Ufficio tributi.

Nel 1938, un ispettore fiscale contesta all’esimio dottore, ricoverato o meno che sia, d’aver dichiarato appena un decimo del suo reddito annuo stimato.
L’ufficio competente apre un’inchiesta ed il giro d’affari di Petiot diventa oggetto di un'indagine accurata-
Con non poca sorpresa si scopre che il patrimonio del dottore comprende diverse proprietà immobiliari a Parigi.
Com’è possibile, con i normali introiti di un medico di medicina generale che non sono certo tali da consentire simili investimenti?
Mentre il Fisco francese compie i necessari accertamenti scoppia però il secondo conflitto mondiale. La Francia è sconfitta ed invasa dalle truppe Terzo Reich e i problemi fiscali passano in secondo piano.

 

Il Dottor Petiot si Prepara alla Guerra.

Comunque sia andata nel manicomio di Ivry e per quanto lungo possa essere stato il suo internamento, il dottor Petiot, nel 1940, è tornato in attività.

Dopo la disfatta militare la situazione della Francia è decisamente particolare. Una parte consistente del territorio nazionale, Parigi compresa, è sotto il diretto controllo delle autorità germaniche. Un’altra parte è “libera” sotto il governo dello Stato Francese, presieduto dal generale Philippe Pétain: la cosiddetta Repubblica di Vichy.

Marcel Petiot è rimasto a Parigi, nel suo appartamento al 66 di rue Caumartin. Esercita ancora come medico e, anzi, ha intenzione di aprire un nuovo ambulatorio. Forse per ampliare la propria attività, forse per diversificarla un tantino.

Probabilmente l’internamento in manicomio non ha prodotto in Petiot risultati particolarmente brillanti. È possibile che ne abbia compromesso, ulteriormente, le capacità mentali, già piuttosto precarie ed instabili.
Quello che è certo è che il bambinetto, che, forse, una quarantina d’anni prima torturava i gatti e gli uccellini nel suo quartiere di Auxerre, si accinge ora a pianificare qualcosa di molto simile ad uno sterminio di massa, al solo scopo di arricchirsi a danno del suo prossimo.

 

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