Armagnac: la guida all'acquavite della Guascogna che devi provare

Pubblicato il 21 Luglio 2024

L'Armagnac distillato nobile e antico.

L'Armagnac distillato nobile e antico.

Armagnac: Guida all'acquavite della Guascogna tra storia e terroir

L'Armagnac non è solo un distillato; è una finestra spalancata sulla Francia più autentica e rurale. Se il Cognac è il cugino famoso e chiacchierone che tutti conoscono, l'Armagnac è il parente più riservato e misterioso, quello che si scopre e si impara ad amare a poco a poco.

Questo distillato, il più antico di Francia, non solo ha una storia ricca e complessa, ma offre anche un'esperienza sensoriale unica, fatta di note profonde e avvolgenti. Preparatevi a scoprire il fascino inconfondibile di un'acquavite che ha un'anima antica e un sapore che racconta storie di terre lontane.

Cos’è l'Armagnac e dove nasce?

L'Armagnac è un'acquavite di vino prodotta esclusivamente nella regione della Guascogna, nel sud-ovest della Francia. A differenza di altri distillati celebri, si distingue per l'uso di un metodo di distillazione tradizionale (spesso continua) che preserva gran parte del carattere aromatico dell'uva d'origine, rendendolo un prodotto dal profilo rustico, profondo e indimenticabile.

Il territorio di produzione dell'Armagnac classificato AOC.

Il territorio di produzione dell'Armagnac classificato AOC.

Il cuore del distillato: le zone di produzione

Non esiste un solo Armagnac, ma una varietà di espressioni dettate dal suolo e dal microclima. La regione è suddivisa in tre aree principali, ognuna con caratteristiche uniche:

  • Bas-Armagnac: Considerata la zona più prestigiosa, celebre per i suoi terreni sabbiosi che donano al distillato note eleganti, fruttate e di grande finezza.
  • Ténarèze: Qui i suoli argilloso-calcarei producono Armagnac più strutturati, robusti e adatti a un lungo invecchiamento, ideali per chi cerca complessità.
  • Haut-Armagnac: Una zona meno estesa che offre profili aromatici distintivi, spesso più vivaci e speziati.
     
L'Armagnac è Nobile come il suo Territorio

Il territorio dell’Armagnac, come abbiamo visto, si divide in tre zone:

L’Haut-Armagnac è caratterizzato da colline basse, divise da valli asimmetriche che offrono un paesaggio veramente singolare.

La Tènarèze ha un rilievo meno accentuato. Vi appaiono le prime foreste e la vigna copre i rilievi.

Il Bas-Armagnac presenta un paesaggio dalle forme basse e arrotondate, ove si alternano vigne e foreste.

Il decreto del 25 maggio 1909 che delimita la zona di produzione e riconosce il diritto della regione alla denominazione “Armagnac” e distingue le tre zone che corrispondono ai tre “crus” dell’Armagnac.

I tre “Crus” dell’Armagnac

Bas-Armagnac

Bas-Armagnac: E’ situato nella parte occidentale della regione. Il paesaggio è sabbioso e uniforme; il terreno è argillo-siliceo, povero di calcare. Le sabbie sono ricche di “ostrea crassisima”, mentre ossidi di ferro le colorano di bruno chiaro dando loro una tonalità “rossiccia”; si tratta di un suolo leggero e facile da lavorare. Accanto alle sabbie rossicce c’è un suolo limoso di formazione più recente. Il Bas-Armagnac deve il nome di “Armagnac Nero” alle grandi foreste di querce dal fogliame scuro. Nel Bas-Armagnac si producono le acquaviti più fini, più profumate, le uniche in grado di migliorare ulteriormente dopo 15 anni di fusto.

Armagnac-Tènarèze

Armagnac-Tènarèze: E’ al centro della regione. Si tratta di una zona di transizione il cui suolo è formato dalla decomposizione dei depositi di molassa e dei calcarei miocenici. Vi si trovano terre argilloso-calcaree, decomposizioni di marna, di molassa, di limo argilloso e di qualche sabbia rossiccia. In questa regione si trova la città di Condom, capitale del commercio dell’Armagnac.

Gli Armagnac di questa regione, piuttosto “duri”, hanno un profumo che ricorda la violetta.

Haut-Armagnac

Haut-Armagnac: Si estende a Sud e ad Est della regione. Il suolo è argilloso-calcareo e a banchi calcarei; ci sono soprattutto terre forti. E’ una regione dai rilievi pronunciati, molto adatti, grazie all’ottima esposizione al sole ed al suolo argilloso, alla coltivazione dei cereali e della vigna. Contrariamente ai vini da tavola, quella della distillazione sono qui meno ricercati: la produzione di Armagnac in questa zona rappresenta meno del 2% del totale.

I Vitigni utilizzati per la produzione dell'Armagnac

Le uve autorizzate a produrre vini per la distillazione dell'Armagnac, sono state stabilite con un decreto del 1936 e sono: Folle blanche e jaune, Picpoul, Saint-Emilion, Colombard, Jurancon, Blanquette, Mauzac, Clairette, Mesliers e Baco.

Il Saint-Emilion, detto anche Ugni blanc, è attualmente il vitigno più diffuso; originario dell’Italia, corrisponde al Trebbiano, ed è anche dominante nel Cognac; interessanti qualitativamente e ancora diffusi sono soprattutto la Folle blanche, il Colombard e il Baco. Alcuni “propriètaries” distillano e invecchiano separatamente queste varietà con risultati di grande interesse.

L'invecchiamento del Distillato

Il giovane Armagnac trae varie sostanze dal legno del fusto in cui viene sistemato appena distillato: il tannino, che ne determina il colore, e la lignite che, insieme all’alcool, produce molte sostanze aromatiche. Le botti devono essere perciò fabbricate con un legno particolare e con uno specifico procedimento.

Nei suoi primi tre anni, l’acquavite è considerata “adolescente”. Il distillato è sistemato in una botte nuova e dal legno acquista un colore giallo paglierino e un profumo piacevole ma ancora vicino a quello originario. Dai 3 ai 10 anni, l’acquavite è nella sua “età adulta”. Le sostanze cedute dal legno poco a poco si trasformano, il colore giallo paglierino diventa oro, il gusto diventa piacevole e non più amaro.

Armagnac dalla Forza al Declino

Dai 10 a 40 anni l’acquavite acquista “la forza dell’età”. In questo lungo periodo avvengono moltissime trasformazioni chimiche e l’Armagnac acquista personalità e si perfeziona. Il colore diventa più scuro, il profumo di prugne è netto. Oltre i 40 anni inizia il declino.

Quando l’Armagnac raggiunge la maturità viene trasferito in tini di quercia da 10 mila litri, dove le trasformazioni sono molto più lente. E, quando il maestro cantiniere ritiene che l’invecchiamento sia sufficiente, dà inizio ai “tagli” o assemblaggi. Questi ultimi risultano dall’unione armoniosa di diverse acquaviti di origine ed età differenti. Queste acquaviti vengono poste in commercio con una gradazione alcolica minima di 40% vol.

Uno scrigno che racchiude la raffinatezza un po' ruvida e il gusto aristocratico dell'Armagnac.

Uno scrigno che racchiude la raffinatezza un po' ruvida e il gusto aristocratico dell'Armagnac.

Armagnac: attenzione alle etichette e alle annate

Eco le etichette a cui prestare attenzione all’acquisto del vostro Armagnac.

Tre Stelle per gli Armagnac con almeno due anni di invecchiamento nel legno.

V.O., V.S.Q.P o Rèserve per gli Armagnac con almeno cinque anni di invecchiamento nel legno.

Hors d’age per gli Armagnac con almeno dieci anni di invecchiamento nel legno.

Armagnac “Millésimée” corrisponde esclusivamente all’anno di raccolta menzionato sull’etichetta.

Massima Attenzione agli Armagnac Millésimée

Riguardo agli Armagnac millesimati è, però, necessario fare attenzione!
Fino al 1970 non esisteva alcun controllo sugli Armagnac millesimati. Bisogna quindi avere molta fiducia in colui che ci fornisce annate precedenti a quella data.

Le attestazioni venivano fatte direttamente dai venditori, i cosiddetti négociant, e possono non essere sempre autentiche.

Se poi capita chi propone l’annata 1945 avremo la certezza di trovarci difronte ad un farabutto o ad un ingenuo senza speranza.

Una tremenda gelata distrusse quasi tutta la produzione di vino del 1945 nella regione dell’Armagnac. Pochissime sono le bottiglie realizzate con le uve di quell’anno! Diffidare!

L’Armagnac: storia millenaria dell'elisir di giovinezza

L’Armagnac non è solo una regione della Francia sud-occidentale; è l'acquavite di vino più antica del mondo, con radici che si perdono nel XIV secolo. Spesso oscurato dai suoi cugini più commerciali, l'Armagnac resta tra i distillati più nobili, eccellenti e misteriosi che il panorama enologico francese abbia da offrire.

Un medico, un manoscritto e il segreto della longevità

La storia di questo distillato è documentata fin dal 1310, quando un manoscritto in latino, "Le Livre pour conserver la santé et rester en forme" (Il libro per mantenersi in salute e restare in forma), redatto da un medico di Eauze, Maître Vital Dufour, ne elogiava le proprietà prodigiose. Secondo Dufour, il consumo di questo distillato era in grado di “preservare la giovinezza e ritardare la senilità”.

Questa promessa di longevità sembra trovare riscontro ancora oggi nei fatti: il Gers è infatti uno dei dipartimenti francesi con la più alta aspettativa di vita. È qui che il celebre "paradosso francese" si rivela in tutta la sua essenza, trasformandosi in un vero e proprio "paradosso guascone".

Un primato storico incontestabile

La tradizione dell'Armagnac affonda le sue radici ben prima di altri distillati iconici:

1411: Un documento testimonia l'attività di un certo “Antoine” a Tolosa, noto per la distillazione dell’allora chiamata “aygue ardente” (acqua ardente).

1431: I coniugi Nouvel, sempre a Tolosa, perfezionano l'arte della distillazione, elevando la qualità del prodotto.

Queste testimonianze storiche confermano che l'Armagnac è un'eccellenza che precede di gran lunga la nascita del Whisky (la cui prima menzione risale al 1494) e del Cognac (la cui produzione ufficiale inizia solo attorno al 1600).
 

Armagnac: l’alambicco più antico del mondo. Costruito nel 1804.

Armagnac: l’alambicco più antico del mondo. Costruito nel 1804.

Il cuore pulsante della Guascogna: l’alambicco più antico del mondo

La storia dell’Armagnac non vive solo nei manoscritti, ma si tocca con mano nella Tenuta d’Ognoas (Domaine d’Ognoas), la più antica tenuta ancora in attività in Guascogna. È qui che si conserva un vero monumento tecnologico: il più antico alambicco al mondo ancora in uso.

Un monumento storico in funzione

Dal 2006, questo straordinario alambicco è stato inserito nell’inventario supplementare dei monumenti storici. Non si tratta di un pezzo da museo inerte, ma di un "mito" che continua a riscaldare, anno dopo anno, circa 800 ettolitri di vino per trasformarli in 150 ettolitri di Armagnac destinati a invecchiare tra i 10 e i 40 anni nelle botti di rovere della tenuta.

L’ingegno di due secoli al servizio del distillato

Costruito nei primi anni del XIX secolo, questo strumento è un capolavoro di ingegneria evolutiva. Non è rimasto fermo nel tempo, ma ha accumulato secoli di innovazioni:

La vite di Archimede (1841): Fu aggiunto un dispositivo a elica (o coclea), ancora oggi perfettamente funzionante, per ottimizzare il processo di distillazione.

Il genio della famiglia Sier: Nella seconda metà dell’Ottocento, l'alambicco fu arricchito con i celebri piatti a "zampe di ragno". Questo ingegnoso sistema permette il barbotage (il gorgogliamento) dei vapori di alcol e vino, un processo che conferisce al prodotto finale quella complessità aromatica inconfondibile.

Utilizzare ancora oggi un macchinario che sfrutta le scoperte scientifiche dell'Illuminismo non è solo un omaggio alla tradizione: è la prova tangibile che, per ottenere un'acquavite nobile, il tempo e la tecnica non sono variabili trascurabili, ma pilastri fondamentali.
 

Degustare l'Armagnac: note di viaggio sensoriale

Avvicinarsi a un bicchiere di Armagnac significa immergersi in una palette di aromi che evolvono col tempo. Nei distillati più giovani, si avvertono note di prugna, vaniglia e fiori bianchi. Con l'invecchiamento in botti di rovere, emergono sentori di cuoio, spezie, tabacco e quella tipica nota di "rancio" che solo i grandi distillati francesi sanno offrire.

Consiglio di degustazione: Per apprezzarne appieno il carattere, lasciate riposare il distillato nel bicchiere per qualche minuto. La pazienza è l'ingrediente segreto che permette a questa antica acquavite di sprigionare tutta la sua nobile complessità.

Ecco il bicchiere ideale da degustazione
 

Degustazione Consigliata

Château de Laubade produce diverse tipologie di Bas Armagnac AOC, vantando una linea di rari ed eccezionali millesimati.

Bas Armagnac Veuve Goudoulin

Janneau Grand Armagnac

Quale dunque il migliore Armagnac?

Sono certo, in cuor mio, che il migliore Armagnac è quello che dobbiamo ancora gustare!

In ogni caso ecco una selezione dei migliori Armagnac reperibili oggi sul mercato. Ovviamente l’elenco è incompleto. Anche perché la valutazione varia molto a seconda che il nostro obiettivo sia il collezionismo o il consumo diretto (che deve sempre essere moderato).

 

Ducastaing X.O. Bernard VII fine Armagnac.

Saint Vivant De La Salle Armagnac.

Armagnac Ladevèze Folle Blanche.

Ladevèze Camomille Armagnac.

Bas Armagnac Millesimé Chateau de Laubade.

Vieil Armagnac Ch. Perras.

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Naturalmente ve ne sono altri altrettanto validi.

Vuoi sapere tutto sull'Armagnac?

Molte delle informazioni sull'Armagnac, le abbiamo reperite da un articolo apparso su Tigullio Vino.

Si tratta però di un sito difficilmente reperibile e, oltretutto, classificato "Non Sicuro" perché si ostina ad utilizzare il protocollo http anziché quello https che garantisce agli utenti maggiore sicurezza.

Per nostra fortuna vi sono altre fonti cui rivolgersi per saperne di più sul prezioso e nobile Armagnac.

Marzio Devecchi Collezionista e Studioso

Non esiste in Italia e, probabilmente, in gran parte del Mondo, una persona più informata sull’argomento Armagnac, di quanto non lo sia il collezionista e studioso ( o viceversa) Marzio Devecchi, piemontese di Alessandria.

Quarant'anni della sua vita, Marzio Devecchi, li ha dedicati a quel nobile distillato che è appunto l’Armagnac e a quella terra di Guascogna che ne è la patria.

Nessuno più di Devecchi è in grado di fornire informazioni su tutto quanto riguarda la produzione, la degustazione, la storia, il collezionismo dell’Armagnac.

Quindi chiunque fosse veramente interessato a saperne molto di più (ma veramente molto di più) deve andare al link del sito dove Devecchi ha avuto la generosità di raccogliere tutto il suo sapere sull’argomento.

Dopo la lettura sarà più semplice orientarsi nella ricerca dei migliori Armagnac e dei più preziosi.

Oltre al sito citato Marzio Devecchi ha scritto un libro molto completo e di sicuro interesse per appassionati e collezionisti.

Su Amazon non è possibile acquistarlo (al momento non è disponibile), in ogni caso l’acquisto si può effettuare anche dal sito di Devecchi direttamente.

A proposito di Armagnac in un estratto.

"È il frutto del mio desiderio di celebrare e far conoscere questa acquavite e la regione dove viene prodotta, la Guascogna, ma vuole anche essere un tributo ai tanti italiani che, in tempi lontani e non facili, hanno trovato ospitalità, lavoro e sovente fortuna in quelle terre e talvolta proprio nella produzione dell’armagnac.
Nella prima parte il lettore avrà modo di approfondire le proprie conoscenze relative alla storia dell’armagnac, a tutte le fasi del processo produttivo, alle denominazioni d’origine, alla degustazione, alla reperibilità sul mercato e alla diffusione commerciale di numerosi marchi.
La seconda parte vuole invece stimolare il desiderio di visitare quei luoghi e conoscere personalmente la realtà umana che fa da sfondo alla produzione dell’armagnac. Il lettore troverà una galleria di ritratti di produttori da me conosciuti nel corso degli anni, corredata dal racconto di esperienze, aneddoti e curiosità che offrono uno spaccato sulla Guascogna e la sua gente sovente intimo e comunque privilegiato.
Il testo è corredato da più di 1500 immagini di etichette, bottiglie, documenti, materiale pubblicitario e oltre 200 fotografie di luoghi e persone della Guascogna.” – Marzio Devecchi.

Il migliore Armagnac ha un sito dedicato.

Se sei alla ricerca del migliore Armagnac, esiste un sito web che può esserti utile.

Si tratta di Armagnac.com, un sito che riunisce la più grande offerta di bottiglie vintage di Armagnac sul web, con i più grandi venditori come Darroze, Lacquy, Sempé, Cavé, Montal, Charron, Espérance, Goudoulin, Laballe, Millet, Pomès-Pébérère o Ryst- Dupeyron.

Ogni prodotto ti viene consegnato in una scatola di cartone o in una cassa di legno. L’etichetta può essere personalizzata, perfetta da regalare a persone care o colleghi.

Sul sito tante informazioni affidabili sull’Armagnac: le ricette di cocktail e i vari produttori e commercianti.

Armagnac.com organizza visite presso i produttori per visitare i loro campi, le cantine e condividere il loro know-how.

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Buone degustazioni amici miei.

Altre info su distillati e Liquori francesi le trovi a questa nostra pagina.

Scritto da Fulvio Nolli

Con tag #Distillati e Liquori Francesi

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