La Parigi di Simenon e Maigret, del Cinema, dei Bistrot, delle Canzoni, della Malavita.
La Rue de Lappe è una di quelle strade della Capitale francese che, per il solo fatto di esistere, hanno contribuito ad alimentare quel Mito di Parigi che ha innamorato milioni di persone in tutto il mondo.
Mitica via autenticamente popolare, cantata, a cavallo tra '800 e '900, dai più noti Chansonniers, descritta dai più amati scrittori, scenario, in ultimo, di film più o meno famosi, la Rue de Lappe è entrata a pieno titolo nell'immaginario collettivo degli "Amanti di Parigi".
La Grande Fréhel, nel suo splendido repertorio di canzoni intramontabili, annovera anche questa: A Paris, Dans La Nuit (dans La Rue De Lappe).
Testo e musica dei compositori Eugène Gavel e Charles Seider.
L'rendez-vous des purs, des as, des plus chouettes
C'est à la Bastille tout près d'la Roquette
Le nouveau quartier des vrais bals musettes
Où tous les rupins
Le haut du gratin
Viennent voir les coquins.
Dans la rue de Lappe quand vient la nuit
Les peinards s'avancent
Et glissent dans l'ombre sans faire de bruit
Sifflant une danse
Puis rentrent au musette faire à p'tits pas
La valse des frappes
Et serrent dans leurs bras
Jusqu'au petit jour
Des belles gosses d'amour
Dans la rue de Lappe.
Il arrive souvent, comme on y chahute
Qu'pour le cœur d'une femme deux hommes se disputent
On sort dans la rue... Ca n'dure qu'une minute...
Car sitôt dehors,
On r'connaît ses torts
Et l'on s'met d'accord !
Dans la rue de Lappe quand vient la nuit
Les peinards s'avancent
Et glissent dans l'ombre sans faire de bruit
Sifflant une danse
Puis rentrent au musette faire à p'tits pas
La valse des frappes
Et serrent dans leurs bras
Jusqu'au petit jour
Des belles gosses d'amour
Dans la rue de Lappe.
Y en a d'autres qui vont, en traînant leur peine
Coucher tout l'hiver au bord de la Seine.
Mais les affranchis trouvent ses berges malsaines
Et, mieux qu'sous les ponts
Se bercent aux sons
Des accordéons !
Dans la rue de Lappe quand vient la nuit
Les peinards s'avancent
Et glissent dans l'ombre sans faire de bruit
Sifflant une danse
Puis rentrent au musette faire à p'tits pas
La valse des frappes
Et serrent dans leurs bras
Jusqu'au petit jour
Des belles gosses d'amour
Dans la rue de Lappe.
Rue de Lappe è una strada parigina situata nell'11° arrondissement adiacente a Rue de la Roquette, nel quartiere di La Roquette.
Rue de Lappe collega Rue de la Roquette a Rue de Charonne. Molto famosa per la sua vita notturna, oggi la via è diventata il cuore del quartiere trendy della Bastiglia.
La via, come abbiamo detto, è situata nel popolare quartiere de la Roquette, 11° arrondissement di Parigi, e deve il suo nome ad un orticultore che, nel XVII° secolo, vi possedeva dei terreni da coltivazione; tale Gérard de Lappe.
La rue de Lappe, negli anni, è stata identificata anche con altri nomi: rue Galliard in omaggio all'abate che lì fondò una piccola comunità, destinata all'educazione dei ragazzi poveri del vicino faubourd Saint-Antoine e rue Louis-Philippe, dal 1830 al 1867. Oggi, all'ultimo Re dei francesi, rimane intitolato un "passage" che collega rue de Lappe alla parallela Passage Thiéré.
La Rue de Lappe è stretta e doveva essere estremamente pittoresca già nell'800, quando sulla strada si aprivano decine di botteghe dedicate al recupero dei metalli.
Rivestimenti di zinco dai banchi dei bistrot, tubi di rame e piombo dalle case, vecchi utensili in ferro. Tutto veniva recuperato e riadattato a nuovi usi. Un ambiente laborioso e popolare dove molti lavoratori immigrati vennero, negli anni, a stabilirsi, giungendo a Parigi dai loro luoghi d'origine.
Prima furono i bretoni, in seguito gli alverniati, giunti, tutti, in cerca di lavoro e fortuna. Le loro botteghe, dove si vendevano contemporaneamente carbone, legna, vino e bevande tipiche dei loro paesi, crebbero così, vicino ai luoghi di lavoro e di piccolo commercio.
Quelli della rue de Lappe erano certo locali molto diversi dai tipici ed eleganti grands cafés parigini. Erano chiamati caffè "bois et charbone" e poi "bistrot" (da servitore di bevanda. Questa sembrerebbe una delle possibili origini dell'etimologia della parola).
In questi locali alla buona, fumosi ed economici, iniziarono a comparire anche figure poco rassicuranti. Perdigiorno e malavitosi, delinquenti di infimo ordine e magnaccia che vivevano alle spalle delle loro donne.
Una comunità singolare, inquietante e pericolosa, ma essendo a Parigi non poteva che trasformarsi anch'essa nell'icona romantica di una certa malavita di cui avrebbero cantato poeti e chansonniers: quegli "apaches" parigini raccontati da Gustave Aimard nei suoi romanzi e, nel 1919, da Joseph De Grasse nell'omonimo film.
Addirittura un ballo si ispirerà a queste figure di fuorilegge ed al loro violento rapporto con le loro donne: La Dance apache.
In questi bistrot la gente, per dimenticare la miseria e divertirsi, balla al suono delle caratteristiche cabrettes alverniate (una specie di cornamusa) e, con l'arrivo dei primi immigrati italiani, delle fisarmoniche. Nasce dal miscuglio di questi suoni, nel 1880, quel bal musette che, in tutto il mondo, è oggi simbolo della musica popolare di Francia.
Nel 1930 la via è ancora quel miscuglio di lavoro e malavita cui accennerà anche lo scrittore Georges Simenon, nei suoi romanzi con protagonista il commissario Maigret, ma accanto alle botteghe artigiane e dentro molti di quelli che furono malandati bistrot, iniziano a comparire locali alla moda, diretti da importanti protagonisti del divertimento parigino.
Nei 265 metri di lunghezza della rue de Lappe si possono contare, in quegli anni, ben 17 locali da ballo: Le Chalet, La Boule Rouge, Le Barreaux Vert, Le Bal Chambon; solo per citare alcuni dei più famosi.
Al numero 9 della rue de Lappe schiude i battenti, nel 1936, Le Bal à Jo, dal nome del proprietario Jo France, inaugurato da Mistinguett, regina delle notti parigine dell'epoca.
Questo locale farà danzare la Java a tutta Parigi e nel giugno del 2011, dopo 75 anni di attività, potrà vantare più di cinque milioni di clienti entrati nelle sue sale.
Al numero 18 di rue de la Roquette, Maigret, trovò un albergo di infimo ordine. Quella parte della via è situata a meno di cinquanta metri da place de la Bastille e vi sbocca rue de Lappe con le sue balere e le sue bettole. A ogni porta c’è un bistrot, ogni casa è un albergo frequentato da vagabondi, disoccupati cronici, immigrati e prostitute.
Eppure in questo inquietante rifugio della malavita trovano modo di inserirsi delle officine dove, a porte spalancate, si lavora col martello e la fiamma ossidrica, in un andirivieni di pesanti autocarri. E si crea un violento contrasto fra la vita attiva, gli operai regolari, i commessi indaffarati, con in mano le loro bolle di consegna, e le figure sordide o insolenti che si aggirano nei paraggi.
Oggi la rue de Lappe è diventata il cuore del quartiere latino di Parigi ed attira ancora turisti e parigini con i suoi bistrot e i suoi locali. Le vecchie sale da ballo si sono trasformate in moderni locali di tendenza e le antiche botteghe in gallerie d'arte, caffetterie e boutique. Tutto cambia, ma le vie di Parigi mantengono il loro fascino di sempre!
Frequentata certamente da turisti, ma soprattutto da parigini, la rue de Lappe è il vero cuore della vita notturna del 11° arrondissement. Una ventina di locali aprono i battenti sulla via, pronti ad intrattenere, con la loro musica e con la loro vivacità, chiunque voglia vivere un momento di gaia spensieratezza all'insegna della Ville Lumiere.
Bistrot tradizionali, per coloro che vogliono rivivere le suggestioni dell'antica via popolare: come il Bar de Ferrailleurs - dove ancora si può gustare un "planche auvergnate" il tagliere di tipici saucisson d'Auvergne, a 12 euro, prima delle 10 di sera, o a 15 euro dopo le h. 22,00 - o Le Bastide che da 30 anni non è mai cambiato, o, l'altrettanto caratteristico, Bistrot Les Sans-Culottes dai caldi rivestimenti in legno, le luci soffuse, il vecchio bancone e una moltitudine di lavagnette ad illustrarti il ricco menu.
Non mancano certo i locali più internazionali, come il Suchi Buffet, il Latin Fusion, il Mad Sports Bar o, ancora, i classici pub moderni e di tendenza, come il Yellow Mad Monkey, L'important Club Paris o anche The J'Club.
Naturalmente le discoteche come il sempiterno Le Balajo e l'altro tempio della musica: La Chapelle des Lombards.
Quest'ultimo locale ha una storia che viene da meno lontano del Balajo, ma è altrettanto significativa.
Alla fine degli anni '70 del secolo scorso il locale La Chapelle des Lombardes si trova in rue des Lombardes nel quartiere delle Halles. Forse sulla spinta della chiusura dei mercati e delle trasformazioni del quartiere, il gestore Jean Luc Fraysse decide di chiudere e di trasferire il locale nella rue de Lappe.
Non sono in molti, fra i suoi amici, a credere che si tratti di una buona idea; il quartiere è e rimane malfamato e attraversarlo può essere ancora un rischio.
Nonostante i pareri sfavorevoli degli amici Fraysse riapre il locale nel cuore della rue de Lappe, quasi all'angolo con il citato passage Louis-Philippe.
Propone subito musica afro-caraibica e chiama nomi di grido come Patato Valdes, Azuquita e i latinos di New York come Tito Puente, Ray Baretto e la grande Celia Cruz. Il successo non manca di premiare l'iniziativa e ancora oggi il locale è una classica meta delle notti parigine.
Per noi, amanti di Parigi, quella che fu di Maigret e Simenon, quella di Francis Garco e di Pierre Mac Orlan, la Parigi cantata dalla grande Fréhel, esiste una sola rue de Lappe.
In quella nostra Parigi, che è insieme realtà ed immutabile città dell'anima, continuiamo ad immaginare la rue de Lappe come simbolo di quel mondo scomparso fatto di artigiani ed apaches, giovani commesse che corrono al lavoro e prostitute appostate nell'incerta luce che filtra dagli ingressi delle balere...mentre nell'aria si diffondono le note di un bal musette...