La Parigi di Simenon e Maigret, del Cinema, dei Bistrot, delle Canzoni, della Malavita.

Il Defunto Signor Gallet

Il defunto Signor Gallet.

Il defunto Signor Gallet (titolo originale francese Monsieur Gallet, décédé), è un romanzo poliziesco di Georges Simenon con protagonista il commissario Maigret.

È cronologicamente il terzo romanzo dedicato al personaggio del celebre commissario, anche se è stato il primo Maigret ad essere pubblicato.

Il defunto signor Gallet di Georges Simenon, terzo romanzo con protagonista il commissario Maigret
Il defunto signor Gallet di Georges Simenon, terzo romanzo con protagonista il commissario Maigret.

Il romanzo è stato scritto a bordo dell'Ostrogoth a Morsang-sur-Seine nell'estate del 1930 e pubblicato per la prima volta in Francia, da Fayard, nella primavera successiva.

Il defunto signor Gallet in Italia.

In Italia il romanzo è apparso per la prima volta nel 1933, tradotto da Guido Cantini e pubblicato da Mondadori, con il titolo Il signor Gallet defunto, nella collana "I libri neri. I romanzi polizieschi di Georges Simenon" (n° 6).

Sempre per lo stesso editore è stato ripubblicato anche in altre collane o raccolte tra gli anni trenta e ottanta (dal 1966 con il titolo Maigret e il castellano, nella traduzione di Elena Cantini, e dal 1988 nella traduzione di Lea Grevi).

Nel 1994 è stato pubblicato presso Adelphi con il titolo Il defunto signor Gallet, tradotto da Elena Klersy Imbreciadori, nella collana dedicata al commissario.

Il defunto signor Gallet, la copertina Adelphi
Il defunto signor Gallet, la copertina Adelphi.

 

Il defunto signor Gallet Sinossi.

Invece di farsi più completo e più decifrabile, il personaggio stava diventando inafferrabile... La fisionomia dell’uomo con la finanziera troppo stretta si andava via via offuscando fino a non avere più niente di umano...
«Alla foto, sola immagine tangibile e teoricamente completa che Maigret possedesse, si sostituivano altre immagini sfuggenti che rifiutavano di sovrapporsi, mentre avrebbero dovuto fornire il ritratto di un unico uomo».

 

Maigret e l'uomo del piatto di lenticchie.

Vi sono uomini (anche donne evidentemente) pronti a vendere quanto hanno di più prezioso in cambio di poco o nulla. Nel libro della Genesi si racconta di un caso del genere divenuto emblematico: quello di Esaù che cedette la primogenitura, al fratello Giacobbe, per un misero piatto di Lenticchie.

Esaù cede la primogenitura al fratello per un piatto di lenticchie– Cornelis de Wael (1592-1667)
Esaù cede la primogenitura al fratello per un piatto di lenticchie– Cornelis de Wael (1592-1667)

Vi è un'inchiesta del nostro amato commissario Maigret, dove si racconta la triste storia di uno di questi uomini, sconfitti da se stessi prima ancora che dalla vita.

M riferisco ad uno dei romanzi con cui, lo scrittore Georges Simenon, da l'avvio alla fortunata serie dedicata appunto al commissario con pipa e bombetta: Monsieur Gallet, décédé.

Monsieur Gallet Morto senza un perché.

In una stanza dell'Hôtel de la Loire, a Sancerre, un uomo è stato assassinato in maniera alquanto rocambolesca. Qualcuno gli ha sparato una rivoltellata dall'esterno della camera in cui alloggia, poi, penetrato dalla finestra lo ha finito con una coltellata al cuore.

Il commissario Maigret è chiamato dalle circostanze ad indagare su questo omicidio, insignificante almeno quanto inspiegabile e, in aggiunta, avvenuto lontano da Parigi.
Tutti gli ispettori della polizia sono impegnati in operazioni di ordine pubblico, a causa della visita del Re di Spagna nella capitale francese e la polizia di Sancerre richiede espressamente un ispettore parigino perché il caso si presenta piuttosto complesso e misterioso.

Così ha inizio questa inchiesta del commissario ideato da Simenon.

Maigret in persona avvia l'indagine.

Maigret, che in quel momento sostituisce addirittura il capo della polizia, impegnato all'estero per un congresso, molla tutto e si precipita (più o meno) sul luogo del delitto.

Il caso si presenta, si, misterioso, per le strane modalità dell'omicidio, ma anche assai banale, a causa della figura della vittima, apparentemente, del tutto priva di interesse . Un anziano rappresentante di commercio, il signor Gallet appunto, che da anni gira la Francia vendendo posateria di bassa qualità.

Borghesi piccolissimi ed arrivisti.

La moglie ed il figlio della vittima, due piccoli borghesi gretti e arrivisti, hanno di quest'uomo poca o nessuna considerazione. Per loro Gallet è un fallito, che non è mai riuscito a combinare nulla di buono nella vita e li ha costretti ad un'esistenza grama e marginale. Non come i cognati della moglie, che hanno un ottimo posto nelle ferrovie.

Di Gallet, in famiglia, nessuno ha il minimo rispetto.

Quasi ad enfatizzare la pochezza morale di questa famiglia, Simenon colloca il loro domicilio in un pretenzioso quanto fatiscente quartiere, di recentissima costruzione, presso il paesino di Saint-Fargeau. Il luogo esiste veramente: si tratta di Saint-Fargeau-Ponthierry ad una quarantina di chilometri da Parigi.

Oggi non c'è un treno che lo unisca alla capitale (Maigret vi giunge in treno), ma esiste una rue de la Gare che lascia pensare a passati collegamenti ferroviari ora rimossi. La famiglia Gallet abita una delle nuove case, frutto di un incalzante speculazione edilizia, edificate fuori dall'antico villaggio e che Simenon descrive senza alcun entusiasmo.

Il Commissario Maigret non si ferma alle apparenze.

Naturalmente, il commissario Maigret non è uomo da accontentarsi delle apparenze. Pur se, inizialmente, un tantino contro voglia, inizia ad indagare a fondo la vita del deceduto  e quello che scopre gli dà immediatamente ragione.

Infatti, lo svolgersi dell'inchiesta svela una realtà del tutto diversa e, quello strano Monsieur Gallet si rivela essere una figura molto più complessa di quanto potesse apparire a prima vista.

Ecco a Voi il Commissario Maigret!

In questo romanzo, che, ricordiamolo, fu scelto da Simenon nel 1931, insieme a Le pendu de Saint-Pholien, per il lancio della collana Maigret edita da Fayard, l'autore ci presenta un commissario imponente e cocciuto, senza per altro fornirne troppi altri dettagli fisici.

Quello che conta è che dalle pagine del romanzo emergono chiaramente le due caratteristiche fondamentali del suo personaggio, che rimarranno costanti per tutti i romanzi della lunga serie.

Primo: Maigret, pur non rinunciando alle tradizionali tecniche investigative, indaga soprattutto la persona e l'ambiente della vittima. Entra quasi nella sua pelle, respira la stessa sua aria e, a chi gli chiede se sta indagando sull'assassino o sulla vittima, pensando di metterlo in difficoltà, risponde tranquillamente:

Saprò chi è l'assassino quando conoscerò bene la vittima.

Secondo: Maigret non divide gli uomini in buoni e cattivi e, sebbene distingua chiaramente il confine dove il male ed il bene sembrano sfiorarsi o confondersi, il suo giudizio non è mai impietoso e, soprattutto, non prescinde mai dal contesto in cui i soggetti agiscono o hanno agito.

Sono le caratteristiche peculiari di Maigret. Quelle che il suo pubblico di lettori impara subito ad amare e continua ad amare anche oggi, anche dopo i tanti decenni trascorsi da quel romanzo, Il defunto signor Gallet, e da quel 1931 che ne vide la nascita.

Il Defunto Monsieur Gallet e la sua Storia.

Il romanzo che affrontiamo oggi, come abbiamo già ricordato, appartiene alla ristrettissima serie di romanzi Maigret scritti prima del lancio della collana. Quelli, per intenderci, che Simenon utilizza per convincere Arthème Fayard il Grande a pubblicare l'intera serie.

Gli altri titoli sono: Pietr-le-Letton, Le charretier de "La Providence", Le pendu de Saint-Pholien, La tête d'un homme.

I due titoli scelti per il lancio della collana saranno:  Le pendu de Saint-Pholien e questo Monsieur Gallet, décédé.

Due romanzi nei quali, per imbastire le trame delle vicende narrate, Simenon ha pescato a piene mani dai propri ricordi di vita vissuta. Quelli del suo non lontanissimo passato belga, in Le pendu de Saint-Pholien, e quelli, abbastanza recenti, del suo primo anno in Francia, in Monsieur Gallet, décédé.

Gioco forza che vi siano, in questo romanzo di Georges Simenon, alcune particolarità che intrigano a voler essere indagate. Non vi è quasi nessuna utilità nel farlo, ma è quanto meno divertente.

Simenon, la Loira e gli Aristocratici.

La vicenda narrata, pur avendo occasionali ambientazioni parigine, si svolge quasi interamente a Sancerre, un ameno paesello nella Valle della Loira che oggi conta poco più di mille e 300 abitanti e che, ai tempi in cui Simenon scrive, ne contava un migliaio di più.

Situato nel dipartimento del Cher, nella regione del Centro-Valle della Loira, Sancerre è famoso in tutto il mondo per il vino di grande qualità che porta il suo nome.

Una panoramica del villaggio di Sancerre nella regione della Loira.
Una panoramica del villaggio di Sancerre nella regione della Loira.

È evidente che l'autore, nel collocare geograficamente la vicenda, si ispira al proprio vissuto e, in particolare, al periodo in cui ha frequentato quei luoghi, nel 1923, quando, al servizio del Marchese Raymond d’Estutt de Tracy, egli dimorava nei castelli che il Marchese possedeva in quel magnifico territorio solcato dalla Loira, uno dei quali sorge ancora, proprio, nelle vicinanze di Sancerre.

L'Hôtel de la Loire a Sancerre o a Parigi?

In particolare il teatro della vicenda narrata nel romanzo Il defunto signor Gallet, è un albergo di Sancerre che si chiama L'Hôtel de la Loire.

L'Hotel de la Loire a Sancerre.
L'Hotel de la Loire a Sancerre.

Questo luogo esiste veramente a Sancerre, ma non assomiglia per nulla a quello descritto nel romanzo. I due luoghi hanno in comune solo l'essere in prossimità del ponte sulla Loira e l'immediata vicinanza al fiume.

Cosa curiosa, a Parigi, in una piccola via del 14° arrondissement, Rue du Moulin Vert al numero 39 bis, esiste un Hôtel de la Loire, un due stelle piccolo e grazioso (piuttosto isolato) che, sul retro, ha proprio l'albero ed il muro bianco che Simenon descrive nel romanzo, trasportandoli però a Sancerre.

L'Hotel de la Loire a Parigi.
L'Hotel de la Loire a Parigi.

È giocoforza pensare che Simenon ci sia stato (l'edificio parigino esisteva sicuramente in quegli anni, l'albergo non lo so, ma è probabile). È certo che lo scrittore conoscesse bene quella tranquilla via vicino a Montparnasse (la ritroveremo anche nel romanzo, di epoca molto più tarda, Maigret et le tueur del 1969).

Il giardino dell'Hotel de la Loire a Parigi, con l'albero ed il muro presenti nel romanzo.
Il giardino dell'Hotel de la Loire a Parigi, con l'albero ed il muro presenti nel romanzo.

Sarebbe interessante sapere con chi, lo scrittore, potrebbe aver frequentato entrambi quei piccoli alberghi.

Con la moglie Tigy, che il marchese non voleva in casa, costringendo la coppia ad appuntamenti furtivi sia a Parigi che nell'Allier, o, perché no, ai tempi della sua impetuosa relazione con Joséphine Baker?

Georges Simenon e le trame dei Legittimisti.

Come abbiamo già detto, in questo romanzo, le esperienze personali di Georges Simenon hanno un ruolo fondamentale. Abbiamo visto come siano servite d'ispirazione per la scelta dei luoghi in cui la vicenda si svolge principalmente, ma c'é dell'altro.

Il Marchese Raymond d’Estutt de Tracy, presso il quale il giovanissimo Simenon ha prestato servizio come segretario particolare nel 1923, era un convinto sostenitore della causa monarchica, per la quale si spendeva grandemente, anche cercando di comporre, per quanto possibile, gli insanabili contrasti esistenti fra le due fazioni che ne minavano l'unità: quella degli orleanisti e quella dei legittimisti.

Proprio questi ultimi si ritrovano ad avere un ruolo nella trama del romanzo che stiamo esaminando. Simenon li coinvolge fin dalla prima pagina del romanzo, tanto abilmente, quanto sottilmente, e in maniera talmente indiretta che nemmeno ci fai caso.

La Visita a Parigi del Re di Spagna.

Eppure il ruolo dei Legittimisti, seppur indiretto è determinante. Perché mai il Commissario capo della squadra omicidi parigina finisce per indagare su di un caso di omicidio assolutamente privo di importanza e per di più verificatosi lontano da Parigi?

Accade, perché, nella Capitale, tutta la polizia è impegnata, notte e giorno, a causa della visita del Re di Spagna. Simenon non cita il nome del monarca, ma colloca temporalmente il racconto nel giugno del 1930 e, a quella data, il Re di Spagna non è altri che Alfonso XIII di Borbone.

Re Alfonso XIII di Spagna.
Re Alfonso XIII di Spagna.

Lo stesso che i Legittimisti francesi considerano come "legittimo" pretendente al trono di Francia.

Potrebbe essere del tutto casuale, ma ecco che, nel proseguimento della trama, ritroviamo proprio gli esponenti dell'ambiente legittimista vittime di un'abile truffa per estorcere loro del denaro in nome della "Causa", ordita ai loro danni da un misterioso monsieur Clément che nell'inchiesta ha un ruolo fondamentale.

È mai esistito un Monsieur Gallet?

La presenza di tanti riferimenti ricavati dal proprio passato non è certo inusuale e molti scrittori lo hanno fatto e lo faranno, prima e dopo Simenon.

Moltissime altre opere dello scrittore belga pescano a piene mani dal notevole patrimonio delle sue osservazioni ed esperienze personali.

Nulla di strano quindi che questo accada anche nel romanzo in questione. Se, però, aggiungiamo che anche l'amministratore delle tenute del Marchese di Tracy, cui Simenon era molto affezionato (a lui si ispira quasi certamente la figura del padre di Maigret), trova posto nel romanzo, donando il proprio cognome, Tardivon, ad uno dei personaggi centrali della vicenda, ecco che sorge un dubbio.

Politica, Ideologia ed Affari.

Forse anche il personaggio di Monsieur Gallet è stato ispirato da una o più figure reali che Simenon ha avuto modo di incontrare in quell'anno particolare della propria vita.

Forse in quel sottobosco costituito da personaggi poco cristallini, che sempre accompagnano, da vicino, gli ambienti dove idee politiche ed interessi privati vengono troppo strettamente a contatto.

Un ambiente che Simenon ha sempre mostrato di detestare cordialmente, ma al quale ha comunque dedicato l'estrema attenzione ai comportamenti umani che lo contraddistingue e ne ha fatto lo scrittore che è riuscito ad essere.

Mi piace pensare che possa essere così. Che Simenon abbia veramente incrociato l'esistenza di un uomo che, senza rendersene conto, ha ceduto la propria vita per un piatto di lenticchie.

Il defunto signor Gallett al Cinema e Televisione.

Due sono stati gli adattamenti per la televisione di questo romanzo:

  • Episodio dal titolo A Man of Quality, facente parte della serie televisiva Maigret per la regia di Gerard Glaister, trasmesso per la prima volta sulla BBC il 12 dicembre 1960, con Rupert Davies nel ruolo del commissario Maigret.
  • Episodio dal titolo Monsieur Gallet, décédé, facente parte della serie televisiva Les enquêtes du commissaire Maigret per la regia di Georges Ferraro, trasmesso per la prima volta su Antenne 2 il 13 settembre 1987, con Jean Richard nel ruolo del commissario Maigret.
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