La Parigi di Simenon e Maigret, del Cinema, dei Bistrot, delle Canzoni, della Malavita.
Le vacanze di Maigret, titolo originale francese Les vacances de Maigret, è un romanzo poliziesco di Georges Simenon con protagonista il commissario Maigret.
Il romanzo è stato scritto a Tucson, Arizona, dall'11 al 20 novembre 1947 e pubblicato per la prima volta l'anno successivo, il 14 giugno 1948, presso l'editore Presses de la Cité.
È il ventottesimo romanzo dedicato al celebre commissario.
La vicenda narrata è ambientata dallo scrittore a Les Sables-d'Olonne, una piccola località marittima in Vandea. Questa località costiera era molto conosciuta da Simenon, che l'aveva visitata una prima volta nel 1927 con la prima moglie detta "Tigy", subito dopo la conclusione della sua relazione con Joséphine Baker.
Nell'estate del 1944, invece, Simenon torna a Les Sables-d'Olonne per curare un'infezione virale e rimarrà in questa località sino alla fine della seconda guerra mondiale.
In Italia è apparso per la prima volta nel 1954, tradotto da Sarah Cantoni e pubblicato da Mondadori nella collana "Il girasole. Biblioteca economica Mondadori" (n° 10).
Sempre per lo stesso editore è stato ripubblicato in altre collane o raccolte tra gli anni sessanta e novanta (dal 1990 nella traduzione di Eileen Romano).
Nel 1999 il romanzo è stato pubblicato presso Adelphi, sempre con il titolo Le vacanze di Maigret, tradotto da Laura Frausin Guarino, nella collana dedicata al commissario (parte de "gli Adelphi", al nº 154).
In quale momento della giornata avevano potuto infilargli quel foglietto in tasca, nella tasca sinistra della giacca?
Era un foglietto qualunque, di carta lucida a quadretti, probabilmente una pagina strappata da un blocchetto. Le parole erano scritte a matita, e la scrittura, regolare, gli sembrava femminile.
«Per pietà, chieda di vedere la malata del 15».
Niente firma. Solo quelle parole. Dunque: la cartolina della moglie se l’era infilata nella tasca sinistra. Era già lì, il foglietto? Possibilissimo, perché non aveva spinto la mano fino in fondo.
Ma dopo, quando aveva imbucato la cartolina nella cassetta delle lettere di fronte al mercato?
Due paroline, soprattutto, lo irritavano: «per pietà».
Perché «per pietà»? Se qualcuno voleva parlargli, poteva dirlo, semplicemente. Non era mica il papa, lui. Chiunque era libero di rivolgergli la parola.
Almeno tre sono stati gli adattamenti del romanzo per la televisione:
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