Cœur de Lilas (1932): la tragica storia di Marcelle Romée e il mito della Parigi rétro

Pubblicato il 25 Luglio 2023

Marcelle Romée come appare nel film Cœur de Lilas.

Marcelle Romée come appare nel film Cœur de Lilas.

Cœur de Lilas (1932): la tragica storia di Marcelle Romée e il mito della Parigi rétro

Al momento della sua scomparsa, il 3 dicembre del 1932, Marcelle Romée era prossima a guadagnarsi un posto nel Pantheon delle grandi attrici di quell'epoca. L'era del cinema "sonoro" aveva ormai soppiantato il "muto" e si apprestava a donare al suo pubblico i tanti capolavori destinati ad incantare intere generazioni di spettatori.

Marcelle Romée dette buona prova di sé in sole quattro pellicole, ma di grande valore. Una delle più note è il film Cœur de Lilas, realizzato da Anatole Litvak nel 1931.

Marcelle Romée una promessa tradita da se stessa

Al pari di molti altri giovani artisti della sua epoca, Marcelle riuscì a conquistarsi un posto d'onore in quel mondo fantastico e difficile, fatto di grandi onori, cocenti delusioni, applausi entusiasti, tristi e solitari tramonti.  

Prima di poter cogliere il frutto del suo impegno, qualcosa ha ceduto dentro questa ragazza di ventinove anni, il cui corpo, sano ed atletico, ospitava un'anima troppo fragile o troppo timorosa per reggere la pressione di quell'ambiente. Il mondo del teatro drammatico, la ragazzina di Neuilly-sur-Seine lo ha amato fin da subito e ha voluto con determinazione farne parte. Eppure, nonostante il successo, qualcosa in lei si è presto spezzato. Qualcosa che, probabilmente, non sapremo mai con certezza.

L'infanzia a Neuilly-sur-Seine e i presagi della Senna

Non sono poi molti i particolari noti della breve vita di Marcelle Romée. Ovunque si cerchi, ciò che emerge è sempre più o meno lo stesso: una gioventù serena e borghese, gli studi e il diploma, Parigi e i corsi di recitazione. Poi le prime affermazioni, il teatro, il cinema, la follia e la morte.  

(Sembra esistere un libro in lingua francese, scritto da André Chavoire, dedicato alla vita di Marcelle Romée, ma è difficilissimo da reperire).  

Marcelle Romée, al secolo Marcelle Arbant, nasce a Neuilly-sur-Seine sabato 7 febbraio 1903, lo stesso anno di Georges Simenon. Di certo, questa ragazza condividerà molti dei tratti che l'immaginazione dello scrittore belga affiderà ad alcuni dei grandi personaggi femminili dei suoi romanzi. Neuilly-sur-Seine è un piccolo comune alle porte di Parigi, prediletto da tanti artisti e scrittori (lo stesso Simenon vi abitò per qualche tempo).

Lì Marcelle trascorre la sua infanzia in una famiglia piccolo-borghese, rotta soltanto dalle tempeste che l'esistenza riserva a chiunque. Prima sarà la Senna — che nel destino di questa donna ha un ruolo importante — a procurarle le prime apprensioni: Marcelle non ha ancora compiuto sette anni quando, nel gennaio del 1910, il fiume rompe gli argini provocando la più grande inondazione della sua storia.

Poi viene la guerra e la triste domenica del 21 marzo 1915, quando quattro giganteschi dirigibili Zeppelin sganciano il loro carico di 58 bombe sulla periferia parigina, lasciando segni indelebili nella mente della Marcelle dodicenne.

Neuilly-sur-Seine eleganti edifici residenziali.
Neuilly-sur-Seine eleganti edifici residenziali.
I giorni spensierati della Fête à Neu-Neu

Ma per fortuna la vita non dispensa soltanto tragedie. Crescere a Neuilly significa anche godersi i giorni spensierati in quella bella cittadina a due passi dal Bois de Boulogne e la grande festa annuale: la Fête à Neu-Neu (detta anche Fête de Neuilly).

Un chilometro di bancarelle, giochi e spettacoli dalla Porte Maillot fino al ponte di Neuilly. Istituita da Napoleone I nel 1815, ha rappresentato un appuntamento fisso per migliaia di parigini fino al 1936. Forse è proprio durante queste feste popolari che matura in lei il desiderio d'essere parte di quel mondo di artisti.

Pierre Giffard, scrittore e reporter precursore del giornalismo moderno, così la descrive in un suo scritto:

Folla ! folla elegante; file di carrozze e di fiacres. Sopra la festa, che occupa quasi un chilometro di lunghezza,
più di trenta ghirlande di lampade dai vetri colorati diffondono fasci di luce sui separé e di tanto in tanto,
grazie al vento, una goccia d'olio sui passanti. A perdita d'occhio,
una fila ininterrotta di bancarelle rumorose si estende verso Courbevoie.
Intorno alle bancarelle, per strada, quasi diecimila persone, che assistono alle sfilate,...tirano al bersaglio,
mangiano pan di zenzero, divorano bastoncini di zucchero,
fanno esplodere palloncini di gomma...applaudono pagliacci...tutto questo,
a poche centinaia di metri dagli Champs-Élysées, che si addormentano nella calma della notte.

È difficile farsi strada tra i curiosi. Davanti a te, dietro di te, si allungano delle testoline,
che mostrano collini candidi come la neve e orecchiette rosse...rosse;
ti senti intorno alla testa piccoli petti che respirano con discrezione,
piccole guance che si svuotano per cercare di soffocare il sorriso,
piccole ciocche di capelli che ti solleticano il naso e gli occhi; finalmente ne porti tre curiosi sulle spalle.

Il debutto a teatro: Marcelle Romée alla Comédie-Française

Il padre di Marcelle, Louis Arbant, è un onesto impiegato che ama quella figlia avuta a 48 anni. Sogna per lei l'insegnamento, una professione rispettata e dignitosa. Marcelle si diploma infatti come insegnante di educazione fisica e trova presto lavoro in una scuola di Parigi. Il denaro guadagnato serve ad aiutare la famiglia, ma serve anche a lei per coltivare, in segreto, la passione per il teatro. Decide di iscriversi al Conservatoire de musique et de déclamation senza dire nulla ai genitori.

Inizia così a seguire le lezioni del famoso attore Jules-Louis-Auguste Leitner, Societario della Comédie-Française. La ragazza viene accolta come "pensionnaire" nella Troupe e debutta sul palco nel 1925 con Les Corbeaux di Henry Becque. Nel 1926 vince il Prix de tragédie e la sua carriera sembra correre su binari sicuri.

Il 23 marzo del 1927 compare accanto al mitico Jean Yonnel in Les Flambeaux de la noce, poi affronta il Lorenzaccio di Alfred de Musset. Si impegna sia in ruoli classici (Marivaux, Molière) sia in opere di autori contemporanei come André Lang. La critica la adora, il pubblico la acclama.

Tra i colleghi della Comédie, Marcelle è popolarissima. L'hanno ribattezzata col nomignolo di "sauterelle verte" (la cavalletta verde) per la sua figura snella e perché il verde è il colore che predilige indossare. C'è anche chi la definisce "la chèvre" (la capra) per la sua eccezionale agilità, frutto degli studi di educazione fisica. Ma la vita è faticosa: parti da imparare a memoria, prove continue, pochi soldi e i viaggi in treno tra Parigi e Neuilly.

Il Cinema spalanca le sue porte (1930 - 1931)

Nel 1930 Marcelle Romée entra nel mondo del cinema, fortemente voluta dal regista svizzero Louis Mercanton, veterano del muto che ha lavorato con Sarah Bernhardt. In lei il regista vede "uno sguardo profondo e un volto sorprendentemente moderno" e le offre il ruolo di protagonista in La Lettre (1930), adattamento di un racconto di W. Somerset Maugham girato negli stabilimenti della Paramount a Joinville-le-Pont.

Se il 1930 è l'anno del debutto, il 1931 è un autentico tour de force con ben tre film in lavorazione che la consacrano, ma che saranno anche gli ultimi della sua vita. Gira Le Cap Perdu per la regia di Ewald André Dupont, accanto al grande Harry Baur. La critica la accoglie con entusiasmo:

(…) Marcelle Romée porta nel cinema francese il suo talento giovane e ardente, la sua sincerità espressiva, la sua scienza della dizione, pura, chiara e sempre profondamente umana” - Ciné-Miroir, 10 ottobre 1930 ).

Ciné-Miroir, 10 ottobre 1930

Cœur de Lilas: il capolavoro della Parigi rétro

Sul finire di giugno del 1931, il regista di origini ucraine Anatole Litvak è in procinto di girare a Parigi una pellicola che diventerà un punto di riferimento culturale: Cœur de lilas, storia di una prostituta che si sacrifica per amore. Nel cast figurano André Luguet, un esordiente Fernandel e un cast musicale d'eccezione.

Per la protagonista femminile, Litvak vuole assolutamente Marcelle Romée. Lei incarna perfettamente Cœur de lilas, la povera ragazza di strada sospettata di omicidio che si innamora dell'ispettore incaricato delle indagini e, per amor suo, si sacrifica.

Il film è interamente impregnato dell'atmosfera affascinante della vecchia capitale, muovendosi magistralmente tra il dramma sociale e le estetiche di quello che la storia del cinema celebrerà come il Realismo Poetico francese. Le scene sembrano prendere vita direttamente dai vicoli nebbiosi controllati dalle storiche bande della malavita della Belle Époque, gli iconici Apache dei Fortif.

Un cast leggendario tra cinema e Chanson Réaliste

Cœur de lilas unisce il grande schermo alla tradizione della canzone di strada parigina. Nel film troviamo:

Un giovanissimo Jean Gabin all'inizio della sua leggendaria carriera, che duetta cantando il celebre pezzo La môme caoutchouc.

La grandissima Fréhel, icona della canzone realista, che porta nella pellicola la sua straordinaria carica drammatica e popolare.

L'eco di queste atmosfere tragiche e viscerali risuona perfettamente anche nelle interpretazioni di un'altra musa dell'epoca, la celebre Damia, definita non a caso la "tragica della canzone".

Il film, uscito il 13 marzo del 1932, ottiene un enorme successo. Litvak usa movimenti di macchina audaci per l'epoca, come lunghe carrellate laterali con la gru, ma a dominare la scena è lo sguardo incredibilmente profondo e drammatico di Marcelle Romée.

L'ultimo presagio: Une nuit à l’hôtel

L'ultimo film di Marcelle, girato sempre nel frenetico 1931, è Une nuit à l’hôtel di Léo Mittler, che esce nelle sale il 15 maggio del 1932. Sullo sfondo di un hotel della Costa Azzurra, Marcelle interpreta Marion, una donna che si concede a un uomo solo per noia di vivere e poi si suicida, convinta che il suo vero amore Emmanuel non potrà mai perdonarla.

Un altro suicidio sulla scena per questa magnifica attrice. L'ultimo interpretato nella finzione. Quando il film apparirà nelle sale di provincia, il pubblico non potrà evitare di accomunare la tragica fine di Marion a quella reale della sua interprete.

I misteri di Marcelle: il gran rifiuto e il fantasma del Conservatorio

Tutto sembrava filare nel migliore dei modi, eppure quando la Comédie-Française le offre finalmente l'ambita nomina a Sociétaire, Marcelle Romée esita e rifiuta di firmare il contratto. È uno scandalo interno mai visto prima.

Perché lasciare il teatro? C'è chi dice per dedicarsi interamente al cinema, chi per motivi economici, chi — come l'amica scrittrice Simonne Ratel — perché convinta che non le avrebbero concesso i ruoli drammatici che sognava. Il comitato direttivo, indispettito dal rifiuto, le chiude definitivamente le porte nel gennaio del 1932. È il primo durissimo colpo alla sua stabilità interiore.

Il dramma di Élie Calvé

Forse, a minare le sue certezze, era stato anche un terribile fatto di cronaca a cui l'ambiente teatrale aveva assistito il 2 luglio del 1929. Al Conservatorio, durante l'annuale concorso (lo stesso vinto da Marcelle nel 1926), un giovane e promettente attore di 24 anni, Élie Calvé (nipote della grande soprano Emma Calvé e allievo dello stesso maestro di Marcelle, Jules Leitner), crolla esanime nel suo camerino, stroncato da un infarto dovuto alla troppa emozione prima di salire sul palco.

La morte sul palcoscenico scuote l'intera comunità artistica. Questo drammatico episodio ha contribuito a portare allo scoperto la fragilità psichica di Marcelle? Difficile a dirsi.

Villa des Pages e l'ultimo appuntamento con la Senna

Nel 1932 i demoni si impossessano definitivamente di lei. Il padre Louis è morto l'anno precedente a 77 anni; il regista che l'aveva scoperta, Louis Mercanton, muore d'infarto il 29 aprile. Soggetta a gravi attacchi di depressione, Marcelle viene ricoverata a giugno nella clinica Villa des Pages a Vésinet, un istituto d'avanguardia specializzato nella cura delle nevrastenie tramite idroterapia ed elettroterapia.

Lì tenta una prima volta il suicidio gettandosi da una finestra del primo piano, riportando però solo lievi contusioni. I medici minimizzano, dichiarando che la ragazza è in via di guarigione. Ad ottobre, Henri Bernstein si vede costretto a sciogliere il contratto che l'attrice aveva firmato con il Théâtre du Gymnase.

La notte del 3 dicembre 1932

Sono le cinque del mattino ed è ancora buio sul ponte di Chatou. Jeanne Larcher, una domestica che si avvia al lavoro, nota da lontano una donna. La vede spogliarsi quasi completamente, deporre in buon ordine sul parapetto il cappotto e l'abito verde scuro, il pullover giallo e le scarpe in pelle di serpente. Poi la donna si issa sul parapetto e si getta nell'acqua nera. Tenta alcune bracciate, poi scompare nell'acqua gelida della Senna.

La macchina dei soccorsi si attiva immediatamente quando dalla clinica di Vésinet segnalano la scomparsa di Marcelle Arbant. Il fiume restituirà il corpo dell'attrice solo la sera del 12 dicembre, a un centinaio di metri dal ponte, nascosto dalla nebbia. Nella borsetta vengono ritrovati i documenti e 170 franchi.

Il ponte di Chatou dal quale si getterà nella Senna Marcelle Romée.
Il ponte di Chatou dal quale si getterà nella Senna Marcelle Romée.

 

L'ultimo viaggio verso il Père Lachaise

Giovedì 15 dicembre 1932, Marcelle Romée compie il suo ultimo viaggio verso la chiesa di Saint-Pierre a Neuilly-sur-Seine. Le esequie vedono la partecipazione di una folla imponente di amici, colleghi della Comédie e le principali personalità della cultura francese, che accompagnano il feretro verso l'ultima dimora nel cimitero del Père Lachaise.

Per Marcelle Romée tante parole e nessuna certezza

La stampa dell'epoca (Paris-Soir ed Excelsior) si scatena alla ricerca di una spiegazione: delusioni d'amore, misticismo religioso, droga, stress da eccessivo lavoro. Il termine più abusato è "nevrastenia", una diagnosi che allora comprendeva tutto e non significava nulla.

Di Marcelle Romée restano tante parole e nessuna certezza. Resta il ricordo di una donna di ventinove anni che sembrava aver realizzato il suo sogno, e restano i suoi quattro film, i cui personaggi femminili sono andati incontro a un destino tragico, incredibilmente identico a quello della loro interprete.

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Scritto da Fulvio Nolli

Con tag #Cinema Francese

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