La Parigi di Simenon e Maigret, del Cinema, dei Bistrot, delle Canzoni, della Malavita.

Maigret e il ministro

Maigret e il Ministro.

Maigret e il ministro (titolo originale francese Maigret chez le ministre), è un romanzo di Georges Simenon con protagonista il commissario Maigret.

Maigret e il ministro, romanzo di Georges Simenon.
Maigret e il ministro, romanzo di Georges Simenon.

Il romanzo è stato scritto alla tenuta Shadow Rock Farm di Lakeville (Connecticut), negli Stati Uniti d'America, dal 16 al 23 agosto 1954. Pubblicato per la prima volta in Canada sul magazine Le Cercle du roman policier, nell'estate dello stesso anno, apparve in Francia il 25 gennaio 1955 presso l'editore Les Presses de la Cité.

È il quarantaseiesimo romanzo dedicato al celebre commissario.

Maigret e il Ministro la Trama.

"Al commissario Maigret sono capitati più di una volta incarichi "delicati", ma questa volta è rimasto davvero di stucco: un ministro in carica lo ha chiamato da una cabina telefonica alle dieci di sera e gli ha chiesto di andare nel suo appartamento privato. Ma sarà veramente lui? La signora Maigret ha capito bene? Tant'è: si accorgerà presto che è tutt'altro che uno scherzo. Centoventotto bambini sono morti nel crollo di un sanatorio e Maigret si ritroverà coinvolto in una sordida rete di interessi e di ricatti, fra politici avidi di potere e giornalisti senza scrupoli."

Maigret e il ministro Sinossi.

Allora Maigret fece qualcosa che avrebbe potuto costargli caro. Perché non aveva niente da guadagnare, e semmai tutto da perdere, a misurarsi con un avversario potente e scaltro come Mascoulin. Quello, in piedi, gli stava tendendo la mano. In un lampo il commissario si ricordò di Point e della storia delle mani sporche. Non stette a considerare i pro e i contro, prese la tazza del caffè ormai vuota e se la portò alle labbra, ignorando la mano che gli veniva offerta. Lo sguardo del deputato si incupì e il fremito all’angolo della bocca, lungi dall’attenuarsi, si accentuò. Disse soltanto: «Arrivederla, signor Maigret». Aveva intenzionalmente calcato sul «signor», come parve al commissario? Se sì, era una minaccia appena camuffata, perché significava che Maigret non si sarebbe fregiato ancora a lungo del titolo di commissario.

Maigret tra un Ministro e un Deputato.

Quello della politica è l'ambiente più lontano, che un affezionato lettore possa immaginare, dal mondo in cui abitualmente si muove il nostro amato Commissario Maigret.

Un immaginario Maigret, creato dalla AI di Gemini, a colloquio con il Ministro.
Un immaginario Maigret, creato dalla AI di Gemini, a colloquio con il Ministro.


 

Difficile situare il massiccio ed alquanto "invasivo" Commissario Maigret, con tanto di pipa, bombetta e cappottone, lungo i corridoi di un ministero, tra usceri in alta uniforme, portaborse imberbi e spregiudicati, questuanti d'alto bordo in fila ordinata, nell'attesa di un appalto o di una sovvenzione.

Eppure è proprio quanto accade in Maigret chez le ministre, romanzo che Georges Simenon realizza nell'agosto del 1954, un anno prima di lasciare definitivamente gli Stati Uniti per tornare nella Vecchia Europa.

Si tratta del penultimo "romanzo americano", della serie che ha per protagonista il commissario capo della omicidi parigina. L'altro sarà Maigret et le Corps sans tête scritto nel gennaio dell'anno successivo e sul quale abbiamo già divagato a suo tempo.
 

Maigret Indaga nei Santuari della Politica.

Simenon, in questo suo romanzo, pone il commissario in una situazione assolutamente inusuale, facendolo muovere in ambienti che non gli sono consoni e nei quali fatica ad orientarsi con la necessaria decisione.

Non che la dimensione politica del vivere quotidiano fosse completamente esclusa dalle trame dei romanzi Maigret. 

In precedenza, e a dire il vero anche nei romanzi successivi, i riferimenti ad ambienti politici governativi ed alla loro influenza sull'operato della polizia giudiziaria, non sono certo mancati, ma si limitavano a rappresentare poco più che dei luoghi comuni.

Sappiamo che Maigret è stato, per un certo periodo, allontanato da Parigi perché ha pestato qualche piede di troppo e Simenon accenna, più volte, alle pressioni che, immancabilmente, il ministro di turno, cerca di esercitare sulla polizia perché un caso si risolva senza scandalo.

Altrettanto en passant sono evocati incarichi, non ufficiali, richiesti dal tal ministro o deputato per togliere dai guai un figlio o una figlia che ha preso una brutta strada. In certi casi è un personaggio influente e che vanta amicizie "molto in alto", a pretendere favori dalla polizia o a minacciare ritorsioni se coinvolto in un'inchiesta imbarazzante.

Il giudice Coméliau, spesso avversario di Maigret in molti romanzi e che vanta un fratello deputato, non ama i metodi investigativi del commissario. Li giudica troppo disinvolti e, in particolare quando si indagano uomini facoltosi che godono di protezioni politiche, è sempre preoccupato di un possibile scandalo nel quale restare rovinosamente coinvolto.

Più in là di questo non si va.

Sono i colleghi della rue des Saussaies, quelli dalla famosa Sûreté nationale, che dipendono dal Ministero dell'Interno e non da quello della Giustizia come Maigret, a sporcarsi di più le mani nei torbidi meandri della politica.
 

Maigret si Muove tra Politica e Malapolitica.

In questo romanzo del 1954, che per il lettore italiano ha il titolo di Maigret e il ministro, le cose, per il povero Maigret cambiano decisamente.

Per la prima volta vediamo un Maigret pesantemente coinvolto in un'indagine delicatissima: incaricato di togliere d'imbarazzo un personaggio politico di primo piano, caduto in un'astuta trappola ordita allo scopo di rovinargli la reputazione. C'è chi trama per fare del Ministro un capro espiatorio e salvare così la carriera ed il potere di molti suoi colleghi compromessi in una brutta vicenda.

Come potrà Maigret sventare questa oscura manovra politica?

Una Trama Attuale ancora Oggi.

Una trama breve ed intricata degna del miglior thriller e, cosa in fondo alquanto spiacevole, straordinariamente attuale.

Attuale perché i personaggi che animano la vicenda narrata da Simenon, quasi settant'anni fa, sono gli stessi che vediamo agire anche oggi in quell'area perennemente grigia che è il mondo degli appalti pubblici e dei pubblici finanziamenti.

Un mondo in cui, ora come allora, accanto a figure professionali degne del massimo rispetto, si muove una fauna di faccendieri, imprenditori disonesti, uomini politici ambiziosi e ricattatori senza scrupoli.

Cosa induce Georges Simenon, nell’agosto del 1954, circa un anno prima di rientrare in Europa dopo dieci anni trascorsi negli Stati Uniti, a scrivere un romanzo della serie Maigret, il penultimo “americano”, imperniato su questioni tanto lontane da quelle abituali con cui è uso confrontarsi il nostro commissario? Difficile a dirsi.

Commissario Maigret Salvami Tu!

Non credo di rovinare la lettura del romanzo a chi non l'avesse letto, anticipando per sommi capi la genesi del racconto.

Crolla un sanatorio in Alta Savoia. Un ministro, del tutto estraneo alla vicenda, entra inaspettatamente in possesso di un documento delicatissimo. Si tratta di una relazione tecnica, eseguita all'epoca dell'appalto dei lavori, nella quale si giudica assolutamente inopportuna la scelta del luogo dove realizzare il sanatorio.

Sono rivelazioni che proverebbero pesanti responsabilità nel disastro, che a questo punto si rivela annunciato, da parte degli imprenditori e dei politici responsabili di quella scelta scellerata.

Proprio quando il ministro si accinge a rendere pubblica la relazione tecnica entrata in suo possesso, questa gli viene rubata.
È subito evidente che l'opinione pubblica, opportunamente aizzata da stampa e opposizione, non crederà mai a quel furto, messo a segno così tempestivamente, poco prima che il documento sia reso di pubblico dominio.

Tutti penseranno che il ministro abbia distrutto il documento per coprire i responsabili della tragedia e fare così un favore enorme ai colleghi e ai costruttori coinvolti.
Per i veri responsabili è la salvezza, per la stampa è l'occasione di denunciare l'ennesimo caso di corruzione, per alcuni deputati che hanno costruito le loro carriere sulla denuncia degli intrallazzi governativi è un'occasione d'oro per rafforzare la loro posizione.

Un Uomo Onesto tra i Tentacoli della politica.

Per il ministro rimasto coinvolto e con il cerino in mano è la fine politica ed anche quella sociale: perché è il suo onore che va in frantumi.
L'onest'uomo con le spalle al muro tenta il tutto per tutto e si rivolge in privato al commissario Maigret.

Verosimilmente il documento è ormai distrutto, ma vi è ancora una via di salvezza: dimostrare, almeno, che il furto è realmente avvenuto e che il ministro vi è del tutto estraneo.

Un'inchiesta non facile e persino pericolosa, quella cui è chiamato Maigret, da condurre in un ambiente ostile, del quale, il commissario della polizia giudiziaria, scopre assai presto di non conoscere per nulla le sottili ed ambigue macchinazioni.

Un Fatto di Cronaca che Diventa Romanzo.

Una vicenda inusuale, quindi, quella che vede protagonista Maigret in questo romanzo.
Una vicenda che, a noi italiani, non può non ricordare quelle tragiche, per nulla romanzesche, del disastro della diga del Vajont nel 1963 e la più recente dell'albergo di Rigopiano del 2017.

Anche per i lettori francesi la trama di questo romanzo evoca una drammatica sciagura in cui persero la vita ben 71 vittime: la catastrofe del Plateau d'Assy.

A questo proposito ecco, per noi lettori, un mistero di non facile soluzione legato alla trama di questo romanzo di Simenon.

Simenon Affetto dalla Sindrome di Cassandra?

Il romanzo Maigret e il Ministro prende le mosse dal crollo di un'opera pubblica faraonica: un sanatorio per bambini affetti dalla tubercolosi nell'alta Savoia. Un edificio modernissimo, costruito a dispetto del parere contrario di esperti geologi, il cui crollo ha provocato la morte di centoventotto bambini.

Lo scrittore sembrerebbe essersi ispirato ad un fatto reale, avvenuto quasi esattamente nello stesso luogo e per cause molto simili a quelle raccontate nel romanzo. Una frana colossale devasta il sanatorio Roc des Fiz, realizzato nel 1930, nell'alta Savoia: muoiono 71 persone, delle quali 56 sono bambini.

Nulla di strano che uno scrittore trovi ispirazione in drammatici fatti di cronaca.
Quello che è strano è che Simenon scrive il suo romanzo nel 1954, mentre i fatti del Plateau d'Assy sono del 16 aprile 1970!

Una immagine della terribile catastrofe del Plateau d'Assy del 16 aprile 1970.
Una immagine della terribile catastrofe del Plateau d'Assy del 16 aprile 1970.

Poiché non vi erano altri sanatori destinati all'infanzia in quella regione, come ha potuto Simenon immaginare l'accadere di un fatto tanto simile, esattamente nello stesso luogo, e proprio su quell'edificio?

Difficile a spiegarsi!
Pura coincidenza? Capacità divinatorie dello scrittore? Sindrome di Cassandra?

Nel momento in cui Simenon realizza il suo romanzo, il sanatorio di Roc des Fiz è in funzione da circa vent'anni e senza che siano segnalati particolari problemi.

Non si tratta di un'opera realizzata nel secondo dopoguerra, come nella finzione romanzesca, ma di un edificio, modernissimo per l'epoca, costruito da una società filantropica francese, l'Association philanthropique des Villages-Sanatoriums de Haute Altitude, ed inaugurato, in gran pompa, dalle massime autorità nel 1932.

La stessa società gestisce un'altra dozzina di strutture simili nella zona del Plateau d'Assy, tutte realizzate negli anni '20 e '30 del '900.

Dopo la tragedia del 1970 viene, naturalmente, avviata un'inchiesta, ma non emergeranno particolari responsabilità legate alla progettazione dell'edificio.

Dopo una decina d'anni di processi, il comune di Passy, sul cui territorio sorgeva l'edificio, e la società proprietaria, verranno si condannati a risarcire le vittime, ma solo per aver sottovalutato una valanga, di minore intensità, verificatisi il giorno prima della tragedia.

Simenon Scrittore Lontano dalla Politica.

Se è difficile immaginare il percorso creativo che conduce lo scrittore Simenon ad imbastire la trama di questo romanzo, è decisamente più semplice ritrovarvi il rapporto di sostanziale sfiducia verso la politica che alberga nell'anima l'uomo Simenon.

Simenon è uno scrittore totalmente estraneo al mondo della politica. Ai suoi riti e, forse, anche ai suoi valori.

Attraverso le pagine di questo romanzo Simenon offre ai lettori un quadro sintetico del sottobosco politico del suo tempo, valido anche ai giorni nostri purtroppo e, probabilmente, anche per il futuro.
Simenon è uno scrittore che racconta una storia: il suo non è un saggio sulla politica o sul parlamentarismo.

Non è il Thomas Mann delle Considerazioni di un impolitico, tanto per intenderci, ma certo approfitta della narrazione per esprimere un suo punto di vista ed è un punto di vista evidentemente amaro e disincantato.

Non fa distinzioni fra destra e sinistra e non credo neppure fra un sistema politico o un altro. La sua non è una condanna del parlamentarismo o l'apologia di altre forme politiche. Piuttosto, e non potrebbe essere diverso trattandosi di Simenon, è l'ennesima disamina dell'Uomo nudo visto agire all'interno dei meccanismi di potere della politica.

Quello che emerge è tutt'altro che edificante.

Georges Simenon Uomo Impolitico.

Simenon è uno scrittore nato e cresciuto in un tempo caratterizzato da un vasto interesse per la politica. Il secolo breve, cioè il XX secolo, è stato il secolo della passione politica, delle ideologie di massa, del primato della politica su ogni altro aspetto della vita umana.

L'opera di Simenon si discosta di molto da questo cliché, cosa che gli ha procurato molte critiche e qualche problema, ma non se ne discosta totalmente.

Possiamo dire che, proprio perché l'opera e la vita di Georges Simenon non sono certamente quelle di uno scrittore engagé, impegnato politicamente, e sono, all'opposto, caratterizzate da una sostanziale distacco dal mondo della politica, questo finisce per rappresentare una posizione politica ben precisa: quella cioè dell'impolitica.
Credo che la differenza tra antipolitica e impolitica, l'abbia fornita il noto giurista Gustavo Zagrebelsky, in una sua intervista su Stampa.it, del 6 novembre 2017:

L’antipolitica è un’energia che può essere mobilitata “contro”: i partiti, i politici di professione, la democrazia parlamentare. Non è un caso che il populismo sia antipolitico e mobilitante. In un certo senso, è un atteggiamento attivo. L’impolitica è l’esatto contrario: è un atteggiamento passivo, di ritrazione, di stanchezza. Un modo di dire: lasciatemi in pace […] L’impolitico è pronto a sopportare qualunque cosa. L’antipolitico, invece, è disposto a mobilitarsi. Si potrebbe dire che l’impolitica è la fase suprema dell’antipolitica, quando non si crede neppure più al populismo.

Il Pessimismo Assoluto di Simenon.

Mancanza di fiducia nell'azione politica dunque in Simenon? Si.
Più precisamente: mancanza di fiducia negli uomini che, attraverso l'azione politica, pretendono gestire le comunità umane.
Quella di Simenon è una posizione non certo classificabile a sinistra, ma nemmeno definibile di destra.
Sicuramente non è un atteggiamento mentale tipicamente fascista o di chiunque creda fermamente in un'idea o in una dottrina.

Chiunque compia un'azione politica, quand'anche fosse motivata da sentimenti antipolitici, si muove nel campo della politica stessa. Crede di poter influire sulle sorti della propria comunità. Questo è già un atto politico.

La mancanza di fiducia nell'azione politica, in senso lato, è, al contrario, un atto passivo in assoluto e si pone completamente al di fuori dall'agire politico.
Quella di Simenon è una sfiducia nell'uomo, prima ancora che nell'uomo politico.

Direi anzi che sfiducia non è nemmeno la parola esatta a definire una convinzione che nasce dall'osservazione della complessità dei moventi umani nel corso di un'esistenza. Dall'intrecciarsi continuo di opportunità e contingenze con lo spirito di adattamento, l'istinto naturale di conservazione, mescolati, a loro volta, con l'indole passiva o aggressiva dei singoli soggetti.

Ecco allora i dubbi di Simenon sull'amore, sulla Fede, sugli ideali e le ideologie.

L'Ostinato Ottimismo del Commissario Maigret.

Al contrario del suo autore, il personaggio Maigret, sembra conservare, nonostante tutto, un barlume di speranza nell'azione degli uomini.

Suo malgrado, con stupore e disappunto, tocca con mano quanto la perversa complessità del mondo politico possa arrivare ad essere ben più intricata, trasversale e pervasiva di quanto potesse fino ad allora immaginare.

Eppure nonostante la deludente esperienza di quel contatto con mondo politico, Maigret, conserva una sorta di ottimismo. Forse proprio perché si è reso conto del modo in cui funziona quel meccanismo maligno.

Maigret si aggrappa, molto umanamente, alla speranza che quello stesso meccanismo finirà, prima o poi, per distruggere inesorabilmente anche quei "cattivi" che al momento appaiono intoccabili e che la sua inchiesta non è riuscita nemmeno a lambire.

L'immagine della catastrofe del Plateau d'Assy del 16 aprile 1970, proviene dal sito:

La Savoie.

Maigret e il ministro in Italia.

Il romanzo Maigret e il ministro è stato pubblicato in Italia a più riprese:

Maigret è solo, traduzione di Lidia Ballanti, Collana il GirasoleArnoldo Mondadori Editore, 1956.
Maigret è solo, traduzione di Marianna Basile, Milano, Mondadori, 1992.
Maigret e il ministro, traduzione di Fernanda Littardi, Collana gli Adelphi, Milano, Adelphi, 2005.

Maigret e il ministro la copertina Adelphi
Maigret e il ministro la copertina Adelphi.

 

Maigret e il ministro al Cinema e Televisione.

Il romanzo è stato adattato almeno cinque volte per la televisione:

  • Nell'episodio dal titolo High Politics, della serie televisiva Maigret e trasmesso per la prima volta sulla BBC il 22 ottobre 1962, con Rupert Davies nel ruolo del commissario Maigret.
  • Nell'episodio dal titolo Maigret chez le ministre, facente parte della serie televisiva Les enquêtes du commissaire Maigret per la regia di Louis Grospierre, trasmesso per la prima volta su Antenne 2 l'11 gennaio 1987, con Jean Richard nel ruolo del commissario Maigret.
  • Nel film televisivo dal titolo Megre u ministra, trasmesso per la prima volta nel 1987 nell'Unione Sovietica, per la regia di Vyacheslav Brovkin, con Armen Djigarkhanyan nel ruolo del commissario Maigret.
  • Nell'episodio dal titolo Maigret and the Minister, della serie televisiva britannica Maigret, trasmesso il 11 aprile 1993, per la regia di Nick Renton e con Michael Gambon nel ruolo del commissario Maigret.
  • Nell'episodio dal titolo Maigret chez le ministre, facente parte della serie televisiva Il commissario Maigret per la regia di Christian de Chalonge, trasmesso per la prima volta su France 2 il 1º febbraio 2002, con Bruno Cremer nel ruolo del commissario Maigret. In Italia l'episodio è apparso per la prima volta il 18 agosto 2007 con il titolo Maigret e il dossier scomparso.
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