La Parigi di Simenon e Maigret, del Cinema, dei Bistrot, delle Canzoni, della Malavita.

I tredici colpevoli di Simenon

I tredici colpevoli un Simenon 1932.

I tredici colpevoli, titolo originale Les 13 Coupables,  è una raccolta di racconti di Georges Simenon, pubblicata nel 1932 da Arthème Fayard. Ora viene riproposta in Italia dall'editore Adelphi che dal 1992 ha iniziato a pubblicare l'opera completa di Georges Simenon.

La raccolta di racconti di Simenon I tredici colpevoli nella nuova edizione Adelphi (anche in formato elettronico).

Questa serie di 14 racconti con protagonista il giudice Froget fu scritta a bordo del battello Ostrogoth, a Stavoren (Paesi Bassi), durante l'inverno 1929-1930.

I primi tredici racconti di questa raccolta furono pubblicati in un primo tempo sul settimanale Détective dal 13 marzo al 19 giugno 1930 (numeri dal 72 all'86) con lo pseudonimo di Georges Sim.

Nel 1932, come detto, le Edizioni Fayard proporranno i racconti in volume e l'autore sarà, finalmente, Georges Simenon.

L'ultimo racconto, La Nuit du pont Marie, non fu originariamente selezionato dall'autore. Pubblicato separatamente su L'Intransigeant il 10 giugno 1933, non fu incluso in questa serie fino al 1967.
 

Perché tredici colpevoli e di cosa?

L’epoca in cui Simenon scrive i racconti che poi confluiranno nella raccolta Les 13 Coupables è anche quella che vede lo scrittore belga navigare mari, fiumi e canali tra la Francia e il mare del Nord.
Naviga, Simenon, a bordo del suo battello battezzato Ostrogoth, naviga e scrive.

Nell’inverno 1929/1930, Simenon sverna nel porto olandese di Stavoren, nella regione della Frisia. È accaduto lo stesso anche nell’inverno precedente, 28/29 e, in entrambe le occasioni, lo scrittore impiega buona parte del suo tempo a scrivere. Scrive racconti brevi o brevissimi che invia a Parigi alla redazione del settimanale Détective.

Nulla avviene per caso quando si tratta di Georges Simenon.

Détective settimanale made in Gallimard.

Détective, le grand hebdomadaire des faits-divers, vede la luce a Parigi il 1° novembre 1928 ad opera dei fratelli Joseph e Georges Kessel e dell'avvocato Maurice Garçon. Georges Kessel è direttore generale, ad assisterlo Édouard Sené, caporedattore. Editore e finanziatore dell’impresa le Publications ZED, una filiale nientemeno che di Gallimard, che ha acquistato da Roger d'Ashelbé, la testata di una pubblicazione destinata in origine ai commissari di polizia parigini.

Il futuro della rivista si preannuncia immediatamente prestigioso. Tra gli scrittori che vi si cimentano fin dalla creazione o che collaborano ai suoi primi numeri, oltre ai fratelli Kessel, figurano François Mauriac, André Gide, Pierre Mac Orlan, Marcel Duhamel, Francis Carco, Albert Londres e, non stenterete a crederlo: Georges Simenon (con lo pseudonimo di Georges Sim).

Nell’inverno 28/29 Simenon scrive 13 racconti che sono altrettante inchieste dell’ispettore G7, uno dei personaggi cui lo scrittore dà vita subito prima di Maigret. I racconti vengono pubblicati sul settimanale Détective all’interno di un concorso, con tanto di premio in denaro, che ha lo scopo di coinvolgere i lettori della rivista.

Ogni racconto si sviluppa su due numeri: nel primo vengono esposti tutti gli elementi dell'enigma; nel secondo, ne viene raccontato in poche righe l'esito, che il lettore attento dovrebbe aver intuito.

Questi tredici racconti, raccolti in volume, verranno pubblicati da Fayard nel 1932 con il titolo di Les 13 Énigmes.

L'ora dei 13 Colpevoli.

L’inverno successivo, quello 29/30, Simenon è nuovamente nella cittadina portuale olandese di Stavoren, che evidentemente trova di suo gradimento, e si cimenta nuovamente nella stesura di tredici racconti, sempre destinati a Détective, ma senza concorsi e premi in palio.
È in questa occasione, che lo scrittore in cerca di un personaggio, immagina un giudice istruttore abbastanza sui generis cui conferisce il nome abbastanza singolare di Froget (rana).

Si tratta di racconti molto brevi nei quali l’indagine si riduce ad un incontro tra il giudice e l’accusato, durante il quale, Froget, non fa altro che demolire l’alibi del colpevole o, comunque, la versione ufficiale dei fatti, sulla scorta di proprie acute osservazioni o, semplicemente, di testimonianze di terzi acquisite in precedenza.

Naturalmente è solo un sospetto, forse addirittura un'illazione: possibile che, Simenon, abbia scelto il nome di Froget, per questo suo personaggio, in ricordo o forse in omaggio al celebre Nicolas Frochot, Prefetto della Senna da 1800 al 1812 e committente al pittore Pierre-Paul Prud'hon dell'opera che adornava la sala del Tribunale criminale al Palais de Justice di Parigi e che oggi si può ammirare al Louvre, intitolata, La Justice et la Vengeance divine poursuivant le Crime?

L'opera La Justice et la Vengeance divine poursuivant le Crime del pittore Pierre-Paul Prud'hon.
L'opera La Justice et la Vengeance divine poursuivant le Crime del pittore Pierre-Paul Prud'hon.


 

Il Quattordicesimo racconto.

Simenon scrive anche un quattordicesimo racconto, che è anche quello che personalmente ho apprezzato di più, ma che l’autore non ritiene di inserire nella raccolta per motivi che a noi comuni mortali non è dato sapere.

Forse, mi sentirei di azzardare, solo perché i racconti dovevano essere 13 e non quattordici e potrebbe essere una spiegazione buona come un'altra.
Può darsi che Détective nella sua programmazione non prevedesse un ulteriore spazio a disposizione di Simenon.

Può anche darsi che lo stesso scrittore attribuisse al numero tredici una valenza particolare. Lui stesso era nato a Liegi il 13 febbraio, anche se registrato al giorno 12 dalla madre superstiziosa.

Poi il numero 13 ha, in numerologia, una valenza tutta particolare.

Il numero tredici è associato all’idea di trasformazione, cambiamento radicale e rinascita. Rappresenta la fine di un ciclo, 12 come i mesi dell’anno, e l’inizio di uno nuovo.
Questo rivelerebbe un Simenon superstizioso quanto sua madre.

Tredici colpevoli e Quattordici racconti.

Ecco l'elenco originale dei quattordici racconti contenuti, in origine, nella raccolta I tredici colpevoli.

1-Ziliouk

Il giudice Froget alle prese con Ziliouk, sospettato di spionaggio e omicidio. (La storia è scritta in prima persona.)

2-Monsieur Rodrigues

Al sesto piano si fuma oppio e a volte si muore. Il giudice Froget dimostrerà che non si tratta sempre di morti naturali.

3-Madame Smitt

Il giudice Froget e Madame Smitt: un occhio solo vede meglio di due?

4-I "Fleming"

Il giudice Froget affronta incoscienza, oscurantismo, amoralità... e 33 colpi di martello.

5-Nouchi

Il giudice Froget distinguerà tra una truffa assicurativa e una truffa tra amici.

6-Arnold Schuttringer

Il giudice Froget risolve un crimine al vetriolo, ma il criminale...

7-Waldemar Strvzeski

Il giudice Froget dimostra perché Strvzeski ha attaccato una latteria con una pistola scarica.

8-Philippe

La prova del giudice Froget: una bottiglia piena d'acqua, non di veleno. Non si è trattato quindi né di suicidio né di incidente.

9-Nicolas

Il giudice Froget conferma l'accusa di aggressione e percosse, ma non quella di tentato omicidio...

10-I Timmerman

Il giudice Froget dimostra chi è stato ad uccidere il giocoliere.

11-Il Pascià

Il giudice Froget stabilisce che il Pascià Enescu, sebbene violento con le donne, non ha fatto sparire la prostituta che tutti cercavano.

12-Otto Müller

Il giudice Froget nota un piccolo filo nero che spunta dalla cravatta dell'imputato.

13-Autobus

A differenza di tutti gli altri, il giudice Froget non ha confuso il colpevole con l'innocente.

Il quattordicesimo racconto escluso nella prima edizione.

14-La notte a Pont-Marie

Il giudice Froget smaschera un complotto grazie a un vagabondo del Pont-Marie.

Nell'edizione italiana di Adelphi 2025 i racconti che compongono la raccolta sono 15. Oltre a La notte a Pont-Marie, che non era compreso nella prima edizione francese, è stato inserito anche il racconto Lo yacht e la pantera (Le Yacht et la Panthère).

Si tratta di un racconto scritto da Georges Simenon negli stessi anni dei precedenti, apparso in stampa sul settimanale Ric et Rac n° 53 del 15 marzo 1930, a firma Georges Sim.

Solo, nel 1991, Presses de la Cité, lo include, insieme ad altri racconti coevi, nel n°18 della raccolta Tout Simenon, per poi riproporlo, nel 2014, nel primo volume della raccolta Nouvelles secrètes et policières.

Un Giudice, 13 colpevoli e tanta Parigi!

Tredici racconti. Anzi tredici più uno. Un solo giudice, tredici personaggi più o meno colpevoli. Anzi tredici più uno!
Uomini e donne dalle vite mediocri. Alcuni veramente feroci, altri solo opportunisti o, addirittura, sprovveduti. Sono tutti stranieri a Parigi, come lo era anche l’autore dei racconti che li vedono protagonisti.

Un unica realtà li comprende ed avvolge tutti: Parigi!

Perché non è solo il Giudice Froget a dominare la narrazione di queste tredici trame più una e nemmeno i colpevoli o presunti tali su cui il giudice indaga. C’è Parigi al centro della narrazione. Molto più che sullo sfondo, molto più che come semplice location (come si dice oggi).
Non una Parigi qualsiasi. La Parigi di Georges Simenon!

Nelle pagine dei racconti, Parigi, scorre sotto i nostri occhi come la sequenza di un film. Come l’acqua della Senna.

Dal Champ-de-Mars, dove Simenon colloca il domicilio del giudice Froget, alla farmacia di Place Blanche, ai tempi aperta giorno e notte e che è ancora lì, al civico 5, ma che ora chiude alle 21 e chissà mai se è proprio la stessa del racconto di Simenon.

Dalle periferie operaie di Aubervillers e Pantin all’umanità pittoresca, di incerta provenienza e labile morale, che, al pari della gente comune, popola strade borghesi, come la rue de Turenne o la rue Bréa, ben note a Simenon perché a due passi dai luoghi simbolo delle sue prime esperienze parigine: Place des Vosges e Montparnasse!

Dagli anonimi bar equivoci incastonati nello splendore degli Champs Elysées con le tante donnine e gli altrettanti avventurieri in attesa di una fortunata occasione, ai locali notturni, un tantino equivoci quanto i primi, ma di gran moda all’epoca, come il Picratt’s della rue Notre-Dame-de-Lorette, che di certo nasconde il vero nome di un noto locale dell’epoca, o Pickwick’s Bar della rue Daunou che, chiaramente, non può essere altro che il mitico Harry's Bar a due passi dall’Hotel Ritz e da Place Vendôme!

E ancora: Rue Bonaparte, Boulevard Saint-Germain, l'Avenue de l’Opera, la Porte d’Orléans, Rue des Saints-Pères, la Gare Saint-Lazare, le Halles e tanto altro ancora.

Proprio quella Parigi e quell’epoca che amiamo anche noi e, goffamente, ci sforziamo di ritrovare nelle pagine di questo blog.
 

I tredici colpevoli edizioni italiane.

La raccolta di racconti I tredici colpevoli è stata pubblicata per la prima volta in Italia dalle edizioni Arnoldo Mondadori, tradotto da A. Lucchesi, nella collana Gialli economici Mondadori, nel 1934 e ristampato negli anni '49 e '50.

L'edizione Mondadori della serie di racconti I tredici colpevoli.
L'edizione Mondadori della serie di racconti I tredici colpevoli.

Edizione per collezionisti su eBay, ma affrettati è una sola!

Nel settembre del 2025 Adelphi presenta la sua nuova edizione di I tredici colpevoli, tradotto da Marina Di Leo, nella collana Gli Adelphi.

Riguardo quest'ultima edizione, che ha indubbiamente tanti pregi, rimane un dubbio riguardo l'introduzione di quel quindicesimo racconto, Lo yacht e la pantera, che, coevo fin che si vuole, nulla ha a che vedere con gli altri.

Questioni di pagine forse? Chi lo può dire. 

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